Insulti a Giorgia Meloni, si dimette il direttore editoriale di Controradio

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Chi di shitstorming ferisce, della stessa nauseabonda moneta perisce. Così Raffaele Palumbo, direttore editoriale dell’emittente Controradio, ha deciso di dimettersi dopo l’ondata di attacchi e minacce seguita alla puntata del programma “Bene bene male male”, dove lo storico Giovanni Gozzini ha usato appellativi ritenuti sessisti contro Giorgia Meloni. L’episodio aveva sollevato un’ondata di indignazione nell’ambiente della politica e non solo. Gozzini, commentando l’intervento di Meloni alla Camera dopo la fiducia a Draghi, l’aveva definita prima “pesciaiola” e poi “vacca” e “scrofa”, sottolineando l’ignoranza della leader di Fratelli d’Italia, una che “non ha mai letto un libro” e indegna, secondo il professore dell’ateneo di Siena, di controbattere “da pari a pari a un uomo come Mario Draghi”. Subito erano fioccate le manifestazioni di solidarietà a Giorgia Meloni (soprattutto dal suo partito e nel centrodestra, ma anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da Emma Bonino) e l’università aveva attivato un’inchiesta disciplinare sospendendo dall’incarico per tre mesi Gozzini – il quale si è poi scusato, con le classiche parole di circostanza di chi tenta di metterci una pezza. Come al solito non è stato lui a esagerare, ma il resto del mondo a fraintendere.

Travolta dalla polemica anche la radio, non nuova alle intemperanze del professore, noto intellettuale di sinistra e figlio di un ex senatore. Spesso ospite del programma della discordia, via etere il 65enne Gozzini aveva già regalato perle da cabarettista agli ascoltatori. Un buontempone con la verve del toscanaccio, insomma.

E come spesso accade quando a fare da agorà rabbiosa sono i social, gli stessi detrattori del professore, nello stigmatizzarne il linguaggio, hanno preso qualche scivolone. Per esempio, la poetessa Alba Donati, che su Facebook rimprovera l’amico e corregionale per la gaffe e però ipotizza con ironia di cattivissimo gusto che Gozzini abbia parlato sotto l’effetto di una sopravvenuta sindrome di Tourette. Ovvero, nel calderone degli improperi nessuno è più titolato a scagliare la prima pietra quanto a rispetto e decoro. Questo è stato subito chiaro a Raffaele Palumbo e alla sua redazione, sommersi dall’invettiva corale degli haters nonostante avessero preso le distanze da ogni espressione sessista. Ora Palumbo alza bandiera bianca: “Ho deciso – ha affermato comunicando le sue dimissioni al Cda dell’emittente – di prendermi il proverbiale periodo di riflessione, restando a casa, lontano dai microfoni, dai colleghi e dal lavoro che tanto mi appassiona da quasi 35 anni della mia vita e da 25 anni qui a Controradio”. Lo faccio – scrive ancora Palumbo – per riflettere su quanto accaduto, per metabolizzare gli insulti, le minacce e le offese ricevute, talvolta inferiori per lesività a certe analisi di persone che non sanno di cosa parlano. Ma soprattutto per difendere l’onorabilità e la credibilità di una radio che ha 45 anni di storia e una storia che parla, e che racconta una vicenda completamente e sempre diversa da quanto accaduto in quei 27 minuti di trasmissione. Lo faccio per le colleghe e i colleghi della redazione giornalistica che tutti i giorni lavorano e in qualche misura combattono proprio per abbattere stereotipi di genere, discriminazioni, linguaggi sbagliati, tossici, di odio”.

A proposito di giornalisti, lo è anche il compagno di Meloni, Andrea Giambruno, che lanciando il servizio tv sull’episodio, mantenendo professionalità british le aveva tuttavia dedicato in diretta parole di autentica ammirazione. E’ stata l’apoteosi pop: Giorgia ha stravinto su tutta la linea e tra qualche giorno potremmo ritrovarcela, proprio lei, come insospettabile icona da 8 marzo.

Isabella Marchiolo