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venerdì, 20 Marzo, 2026
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In Italia aumentano i casi di Epatite A: sotto osservazione anche il nord della Calabria

Anche in Calabria si registra un aumento di ricoveri nei reparti di malattie infettive per casi di epatite A. Tra le aree finite sotto osservazione, infatti, c’è anche il nord della Calabria, indicato insieme al Lazio e ad altre zone della penisola tra i territori interessati da nuove segnalazioni. A richiamare l’attenzione è la Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), che in una nota invita a rafforzare le misure di prevenzione e raccomanda la vaccinazione soprattutto per i soggetti più fragili. Secondo quanto emerge, negli ultimi giorni sono sensibilmente aumentate le diagnosi di questa patologia. L’ipotesi più accreditata è che il fenomeno possa essere collegato alle continue ondate di maltempo che si sono registrate nella regione, che potrebbero avere provocato una miscelazione o comunque una contaminazione dell’acqua potabile con scarichi fognari. La situazione è sotto osservazione da parte di tutte le istituzioni coinvolte.

Sebbene il consumo di molluschi crudi resti il sospettato principale, la Simit precisa che il quadro appare complesso: non tutti i pazienti riferiscono tale consumo, suggerendo una dinamica che può includere la trasmissione interumana e il mancato rispetto delle norme igieniche. “Bisogna evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere adeguatamente molluschi e pesce, lavare accuratamente frutta e verdura e rispettare sempre e scrupolosamente l’igiene delle mani, attenendosi alle indicazioni delle autorità sanitarie locali – spiega Giampieri D’Offizi, responsabile Uoc Malattie Infettive Epatologia presso Irccs Spallanzani di Roma- L’acqua potabile in Italia non è un fattore di rischio grazie ai sistemi di controllo e potabilizzazione“.

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Fondamentale la prevenzione per i soggetti più fragili. “La vaccinazione contro l’epatite A rimane uno strumento fondamentale, sicuro ed efficace per prevenire l’infezione e limitare la diffusione dei focolai, proteggere le persone più vulnerabili e ridurre il carico sul sistema sanitario” conclude Ivan Gentile, Direttore UOC di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

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