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In Calabria deficit di pioggia marcato tra settembre e dicembre 2025, sale anche la temperatura media

Secondo quanto emerge dal Rapporto Snpa “Il clima in Italia nel 2025″ tra le macroaree nazionali e il focus Calabria evidenzia che mentre il 2025, su scala nazionale, presenta precipitazioni complessivamente prossime alla media, il Sud e le Isole registrano un deficit pluviometrico e la Calabria, nell’ultimo quadrimestre dell’anno, mostra una criticità più marcata, con circa un terzo di pioggia in meno rispetto alla norma climatica. “Il clima in Italia nel 2025” in cui si evidenzia che l’anno appena analizzato è stato il quarto più caldo in Italia dal 1961, con una temperatura media superiore di +1,03 gradi rispetto al trentennio climatico 1991-2020. Il Rapporto evidenzia anche una distribuzione irregolare delle precipitazioni: nel 2025, a fronte di un dato nazionale complessivamente vicino alla media, il Sud e le Isole hanno registrato un’anomalia negativa pari a -5%. Nel quadro nazionale, la Calabria assume un rilievo specifico grazie al contributo tecnico del Centro funzionale multirischi dell’Arpacal, che ha curato un approfondimento sulla valutazione della siccità in Calabria nell’autunno 2025. L’analisi regionale è stata condotta sui mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2025, confrontando precipitazioni e temperature con il trentennio climatico di riferimento 1991-2020.

Il dato sintetico regionale, è scritto in una nota dell’Arpacal, “è particolarmente rilevante: nel periodo settembre-dicembre 2025 la Calabria ha registrato precipitazioni pari mediamente al 68% della media storica, con un deficit complessivo di circa -32%, mentre la temperatura media si è collocata circa +0,5 gradi sopra la norma climatica. È questo il dato che restituisce con maggiore immediatezza la pressione combinata tra minori apporti pluviometrici e temperature più elevate, con effetti diretti sulla disponibilità idrica, sulla ricarica delle falde e sulla tenuta degli ecosistemi regionali”.
In particolare, sul fronte delle precipitazioni, settembre ha registrato una pioggia media regionale pari al 28% della media storica; novembre si è fermato al 74% e dicembre al 56%. Ottobre mostra invece un valore medio del 115%, riconducibile a un evento molto intenso localizzato nel Crotonese, che non modifica il quadro complessivo di deficit del quadrimestre.
Anche le temperature hanno inciso sulla dinamica della siccità. In Calabria, nello stesso periodo la temperatura media regionale ha registrato un’anomalia complessiva di circa +0,5 gradi rispetto alla media climatica 1991-2020. Il dato sintetizza le anomalie mensili rilevate: +1,43 gradi a settembre, -1,02 a ottobre, +0,26 a novembre e +1,31 a dicembre.

Sul fronte pluviometrico, le anomalie sono risultate marcate su tutta la regione, ma più evidenti nelle aree interne e centro-meridionali. Le province maggiormente interessate sono quelle di Vibo Valentia e Reggio Calabria, con particolare riferimento alle Serre vibonesi e alle stazioni aspromontane, aree che storicamente rappresentano importanti serbatoi idrici naturali per la Calabria.
Per Arpacal – evidenzia il direttore generale Michelangelo Iannone – il dato climatico non rappresenta solo un indicatore ambientale, ma uno strumento operativo a supporto della programmazione pubblica: il monitoraggio climatico, la lettura integrata delle serie storiche e l’analisi territoriale delle anomalie sono asset fondamentali per orientare le politiche regionali su acqua, prevenzione, adattamento climatico, tutela del territorio e gestione del rischio“.