Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza

Mario Draghi-DEF
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza e la relazione sullo scostamento di bilancio, con la quale si richiede l’autorizzazione al Parlamento al ricorso a un maggiore indebitamento per 40 miliardi di euro, risorse che saranno utilizzate per un nuovo provvedimento di sostegno alle imprese e all’economia. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi.

Il rapporto deficit/Pil, spiegano, è stimato all’11,8% nel 2021, “un livello molto elevato dovuto alle misure di sostegno all’economia e alla caduta del Pil”.

Nel 2021 la crescita del Pil programmatico arriverà al 4,5%. Nel 2022 il Pil crescerà del 4,8%, per poi crescere del 2,6% nel 2023 e dell’1,8% nel 2024: “tassi di incremento mai sperimentati nell’ultimo decennio”, sottolineano fonti di Palazzo Chigi dopo l’approvazione del Documento di economia e finanza. “Il rapporto deficit/PIL è stimato all’11,8% nel 2021, scenderà al 5,9% nel 2022, al 4,3% nel 2023 e al 3,4% nel 2024. A partire dal 2025, il rapporto deficit/PIL tornerà a scendere sotto il 3%”.

I sostegni a partite Iva e imprese “rappresentano più di metà degli impegni previsti sul 2021” da 40 miliardi, si legge nella bozza del Def. Nel nuovo decreto ci sarà “copertura dei costi fissi, sia con sgravi di imposta che con la copertura della quota fissa delle bollette e di parte dei canoni di locazione tramite credito d’imposta. Per le Pmi sarà prorogata “dal 30 giugno a fine anno” la scadenza del regime di garanzia, e sarà estesa anche la moratoria sui crediti. “Saranno inoltre reintrodotti rinvii ed esenzioni di imposta già attuati nel 2020” e “innalzato il limite delle compensazioni”.

Il prossimo decreto legge “prorogherà le indennità a favore dei lavoratori stagionali, e introdurrà nuove misure a favore dei giovani, ad esempio uno sgravio fiscale sull’accensione dei mutui per l’acquisto della prima casa”, si legge sempre nella bozza del Def. “Risorse aggiuntive saranno destinate agli enti territoriali affinché possano continuare le politiche di sostegno alle fasce più deboli, sostenere i trasporti locali e mantenere sgravi fiscali quali la sospensione dell’imposta di soggiorno”.

“Il nuovo provvedimento avrà come destinatario principale i lavoratori autonomi e le imprese e concentrerà le risorse sul rafforzamento della resilienza delle aziende più impattate dalle chiusure, la disponibilità di credito e la patrimonializzazione. Si darà la priorità alla celerità degli interventi, pur salvaguardandone l’equità e l’efficacia”, scrive il ministro dell’Economia nella premessa al Def, secondo quanto si legge in una bozza del documento. Il decreto “vedrà la luce entro fine aprile” e utilizzerà i “40 miliardi” del nuovo scostamento. Il perimetro del Pnrr sarà di 222 miliardi, di cui 169 aggiuntivi rispetto alla programmazione esistente, scrive ancora Franco nella bozza del Def, in cui si specifica che il Piano potrà contare anche su fondi nazionali. A tali risorse si aggiungeranno 15 miliardi provenienti dalle altre componenti del NGEU, come il React Eu. In totale si arriva quindi a 237 miliardi.
“Si tratta – scrive Franco – di un piano di rilancio, di uno shock positivo agli investimenti pubblici e incentivi agli investimenti privati, a ricerca e sviluppo, a digitalizzazione e innovazione, senza precedenti nella storia recente”. Lo scenario tendenziale del Documento di economia e finanza “si basa sull’aspettativa che dopo la prossima estate le misure di contrasto all’epidemia da Covid-19 avranno un impatto moderato e decrescente nel tempo sulle attività economiche”, si legge ancora in una bozza del documento, che prevede il raggiungimento dell’80% di popolazione vaccinata al massimo entro ottobre, e “sviluppi positivi” sul fronte delle terapie da anticorpi monoclonali.

(Ansa)