sabato, 26 Novembre, 2022
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Ieri l’ennesima rissa tra minori in centro, un’emergenza già segnalata da Libera

Una rissa violenta aizzata in pieno centro da un gruppo di minori in stato di ebbrezza, lo sgomento di quanti hanno assistito alla scena mentre vivevano in serenità il primo sabato di zona gialla, l’intervento dei carabinieri e la fuga dei facinorosi.

E’ accaduto ieri sera a Bagnara e l’episodio purtroppo non è una novità, tanto che due settimane fa Libera, per voce delle sezioni dell’area della Costa Viola “Paolo Bagnato” e “Lea Garofalo”, aveva lanciato l’allarme con una lettera pec al sindaco di Bagnara, al prefetto di Reggio e al locale comando dei Carabinieri. Attenzione – era il monito nella pec – è in atto una vera e propria emergenza sociale e i ragazzi sono a rischio di grave deriva psicofisica. Secondo le associazioni, che oggi dopo l’ultimo caso hanno ribadito la loro richiesta, tra gli aspetti del fenomeno c’è la vendita di superalcolici ai minori da parte di alcuni locali della movida cittadina, che non si preoccuperebbero di verificare con i documenti l’età dei giovani avventori. Quegli stessi ragazzi, avvistati in giro palesemente brilli, si comportano con aggressività.

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Ieri sera è successo ancora, in un orario pre-coprifuoco in cui le vie del centro erano legittimamente frequentate – con la cautela dovuta ma pur sempre in zona gialla – da gruppi familiari in cerca di svago e anche da bambini. Persone pacifiche diventate testimoni obbligati della rissa, così come gli automobilisti bersaglio dell’ira del gruppo di giovani, arrivati, nella foga della colluttazione, a gettarsi sulle vetture impedendo il traffico e crivellare di calci e pugni quello che capitava a tiro.

Ai due presidi di Libera che avevano chiesto maggiori controlli alle forze dell’ordine, si unisce ora lo sconcerto di chi ieri ha visto una scena quasi da guerriglia urbana – con qualcuno che temendo di farsi male è scappato verso il lungomare. Angela Randazzo, farmacista ed ex assessore comunale, su Facebook ha commentato: “È un attimo, una parola o un gesto e sfocia in tutto quello che ho visto e sentito stasera nel mio paese a pochi metri da un tavolo dove dopo tanto vorresti passare quel poco tempo concesso in compagnia di amici. Per la prima volta mio figlio tremando mi ha detto: mamma ho paura. Io posso solo dirgli: studia, cresci e vai via lontano da qui, perché anch’io ho perso le speranze”. Parole piene di delusione, quelle di Randazzo, a cui fanno eco altri cittadini che concordano sullo sfacelo tra i giovani bagnaresi e invocano sanzioni da parte delle autorità.

Ma tra chi mostra una larvata empatia per adolescenti reduci da un lungo isolamento e chi parla di perdita di valori, il nucleo del problema non è solo sociale. Nel difficile momento della riapertura delle attività economiche, a colpire è il passaggio della denuncia di Libera sui rivenditori di alcolici. E’ improbabile che, come sostengono alcuni in città, questi ragazzini arrivino in centro “portandosi l’alcol da casa nelle buste di cartone”. Ma l’origine precisa dei misfatti, con nome e indirizzo, a Bagnara la conoscono tutti. Tanti ristoratori hanno precisato di non aver mai venduto alcol a minorenni.  Le segnalazioni, giunte non solo da Libera – occorre chiarirlo – si riferiscono infatti a locali ben identificati, mentre la gran parte della categoria, già provata dalla crisi, lavora osservando le leggi, compresa quella sul divieto di alcolici ai minori.

Maria Carmela Gioffré, referente della sezione “Paolo Bagnato” spiega: «Non vogliamo accusare nessuno, purtroppo quello che sta succedendo lo avevamo previsto da tempo, e oggi lanciamo un appello a tutta la società cittadina, perché si prenda cura dei nostri ragazzi. Tutto è iniziato quando una mamma della nostra associazione si è accorta che nella compagnia del figlio si facevano assembramenti e poi ha scoperto che molti ragazzi consumavano alcol, reperito in locali che non verificavano l’età. I controlli dei carabinieri non erano efficaci e abbiamo chiesto un intervento in modo ufficiale, con una lettera pec, però non c’è stata finora risposta». I primi ad essere esasperati sono proprio i baristi e ristoratori virtuosi, come chi ogni domenica deve ripulire il marciapiede dei locali dal vomito delle sbronze. Anche loro sono genitori e non se la sentono di negare soccorso a questi ragazzi, ma questo stato di cose non lo tollerano più.

Come insegnante, Maria Carmela Gioffré sa che nell’ambiente delle scuole cittadine esistono da mesi i segnali di una «disgregazione sociale» che interessa i giovani. Alcolici e anche micro spaccio di droga. Ma a parlarne, tra loro e con apprensione, sono i singoli docenti, che raccontano di situazioni preoccupanti, esacerbate dalla pandemia:  «Ci sono ragazzi che rimangono in Dad perché hanno paura del virus, ma quegli stessi adolescenti poi li abbiamo visti in piazza completamente sballati. Un’amica ne ha avvicinato uno e si è sentita rispondere che “l’alcol è il nostro vaccino”. Ma non possiamo abbandonarli, hanno bisogno di sentire la presenza della società civile». Lo stesso allarmante scenario è noto anche tra chi frequenta la parrocchia, ma per arginare il disagio, prima che accada qualche evento irreparabile, è necessaria una stretta di forze dell’ordine e amministrazione.

Conclude Maria Carmela Gioffré: «Io sono zia, e appena mi hanno detto della rissa di ieri la prima cosa che ho fatto è stata chiamare mio nipote per accertarmi che stesse bene. Chiediamo a tutti i genitori di stare vicini ai ragazzi, non è facile crescere i figli ma il primo campanello dei problemi è la mancata attenzione in famiglia. Serve poi che le istituzioni ci sostengano e facciano rispettare le regole, anche con un aumento del personale delle forze dell’ordine. Per il bene dei nostri ragazzi, dobbiamo frenare questa situazione potenzialmente esplosiva per la stabilità di tutti i cittadini di Bagnara».

Si dice rassegnata Angela Randazzo, descrivendo un contesto dove «tanti sanno e vedono ma nessuno parla». E aggiunge: «Siamo ormai di fronte a un decadimento generale ed irreversibile, ho la convinzione che nulla cambierà. Non solo a Bagnara, sia chiaro. E non diamo la colpa al lockdown, ai social e agli influencer. Alla base di tutto ci sono famiglia in primis e scuola, entrambi hanno fallito. Servono punizioni esemplari anche per i minori. E soprattutto il primo cittadino deve richiedere ed esigere più controlli da parte delle forze dell’ordine. E’ sotto gli occhi di tutti che questi ragazzi iniziano a bere dal pomeriggio». La conclusione di Angela Randazzo è amara: «Perché mio figlio deve vivere in un paese dove genitori omertosi crescono figli con questi cattivi esempi? Facile dire che bisogna rimanere e combattere. Io ai miei figli dico andate via, studiate, conoscete il mondo, e valutate voi dove volete vivere».

Isabella Marchiolo

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