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domenica, 15 Febbraio, 2026
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Guzzi (Unilavoro Pmi): San Valentino sia un momento di riflessione su violenza contro le donne

“Oggi che è la giornata in cui si celebra l’amore, vorrei fornire un momento di riflessione sul lato più oscuro delle relazioni, quello che coincide con la violenza fisica e psicologica, perpetrata in misura più ampia, dagli uomini sulle donne”. A sottolinearlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, per il quale “questa ricorrenza, che celebra l’amore, deve trasformarsi in un’occasione di consapevolezza, di dialogo, di risoluzioni. Celebrare l’amore significa promuovere una cultura basata sul rispetto, sull’uguaglianza, sulla libertà reciproca. Nelle scuole, nelle piazze e negli angoli delle strade, continua l’imprenditore lametino, si organizzano incontri e iniziative simboliche, come le installazioni di scarpe rosse e di altre rappresentazioni, per ricordare le vittime di femminicidio e per sensibilizzare l’opinione pubblica. Azioni e progetti encomiabili che, seppur considerevoli, non sortiscono effetti concreti. Il femminicidio non è un’emergenza recente, ma il risultato di una cultura patriarcale e maschilista, che concepisce la donna come individuo sottomesso o di proprietà”.

Una cultura radicata in stereotipi di genere persistenti- aggiunge. Un modo di pensare, esiguo e ristretto, da contrastare con determinazione e risolutezza. Bisogna eradicare la violenza alla radice. In che modo? Attraverso un’azione educativa strutturale, nelle scuole e in famiglia, focalizzata sull’educazione affettiva, il consenso, la gestione delle emozioni e il rispetto reciproco. Riconoscere la differenza di genere- sottolinea Guzzi, non significa creare gerarchie, ma valorizzare le specificità senza trasformarle in limiti. La società contemporanea ha bisogno di un cambiamento culturale che metta al centro la dignità della persona indipendentemente dal genere. Educare al rispetto, significa anche insegnare che l’amore non è controllo, che la gelosia non è una prova di affetto, che nessuno appartiene a nessuno, che la donna ha la stessa libertà, gli stessi diritti, la stessa dignità dell’uomo. Contrastare il femminicidio ed ogni forma di violenza che umilia, che annienta e che denigra, richiede un impegno condiviso: scuola, istituzioni, famiglie media e singoli cittadini uniti dagli stessi obiettivi”.

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Le leggi sono fondamentali, ma il vero cambiamento avviene quando si trasformano mentalità e comportamenti quotidiani. Solo attraverso un’educazione rigorosa, mirata al rispetto, alla parità, al dialogo, sarà possibile –  conclude Guzzi –  costruire una società in cui la differenza non sia più motivo di violenza, ma occasione di arricchimento reciproco”.

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