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Guzzi (Unilavoro Pmi): Overtourism è sfida del turismo moderno. Serve equilibrio tra accoglienza e sostenibilità

Negli ultimi anni l’Italia si è consolidata come una delle destinazioni turistiche più ambite al mondo. Città d’arte, località balneari, paesaggi montani e borghi di straordinario valore storico e culturale attraggono ogni anno milioni di visitatori provenienti da ogni parte del pianeta. Tuttavia, la crescita costante dei flussi turistici ha favorito la diffusione di un fenomeno sempre più dibattuto: l’overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico. A porre l’attenzione sulla questione è Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro PMI, il quale sottolinea come “il termine overtourism identifichi una condizione nella quale l’afflusso dei visitatori supera la capacità di un territorio di accoglierli senza compromettere l’equilibrio sociale, ambientale e culturale della comunità locale”. Si tratta, dunque, di una problematica complessa che rischia di incidere profondamente sulla vivibilità delle città, sulla tutela del patrimonio artistico e sulla qualità della vita dei residenti. In pratica, il turismo da risorsa economica diventa un elemento di disagio e di squilibrio. In Italia, continua l’imprenditore lametino, il fenomeno riguarda soprattutto città come Venezia, Firenze, Roma e alcune località balneari o montane molto famose. Ma quali sono le cause dell’eccesso di turismo? Sono tante e diverse. Innanzitutto, i voli low cost e le piattaforme online che hanno reso i viaggi più economici e più accessibili. Poi ci sono i social network che spingono molte persone a visitare gli stessi luoghi diventati “di moda”.

Anche le grandi navi da crociera contribuiscono al problema, soprattutto in città delicate e ambite come Venezia, dove migliaia di turisti arrivano contemporaneamente in poche ore. A ciò si aggiunge la crescita degli affitti brevi turistici, che spesso riducono le abitazioni disponibili per i residenti. L’eccesso di presenze turistiche, spiega Guzzi, provoca numerose conseguenze negative. Le città diventano più affollate, aumentano il traffico e l’inquinamento e si verificano danni ai monumenti storici e all’ambiente. Molti residenti sono costretti a lasciare i centri storici a causa dell’aumento degli affitti e del costo della vita. In alcuni casi, negozi tradizionali e servizi per i cittadini vengono sostituiti da attività dedicate esclusivamente ai turisti, come souvenir shop e fast food. Anche la qualità della visita peggiora: lunghe code, rumore e sovraffollamento rendono difficile apprezzare davvero i luoghi culturali e artistici. Quali soluzioni? Per affrontare il problema, evidenzia Guzzi, diverse città italiane stanno cercando nuove strategie. Alcune amministrazioni hanno introdotto limiti agli ingressi turistici, tasse di accesso o restrizioni alle grandi navi. Un’altra soluzione è promuovere il turismo sostenibile, invitando i visitatori a scoprire località meno conosciute e a viaggiare anche fuori stagione. È importante inoltre investire nei trasporti pubblici, nella tutela dell’ambiente e nella protezione dei centri storici.

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Gli esperti sostengono che il turismo debba essere gestito in modo equilibrato: i visitatori rappresentano una risorsa economica fondamentale, ma è necessario garantire anche la qualità della vita dei residenti e la conservazione del patrimonio culturale italiano. L’overtourism è una delle grandi sfide del turismo moderno. L’Italia, con la sua immensa ricchezza artistica e paesaggistica, deve trovare un equilibrio tra accoglienza e sostenibilità. Solo attraverso regole adeguate e una maggiore consapevolezza- conclude Guzzi-  sarà possibile proteggere le città e i territori più fragili senza rinunciare ai benefici del turismo.

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