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giovedì, 19 Febbraio, 2026
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Gratteri, l’intercettazione choc: “È il peggiore che abbiamo, peggio di Falcone e Borsellino”

Nuove intercettazioni della DDA di Reggio Calabria rivelano come la ’ndrangheta continui a percepire Nicola Gratteri come uno dei suoi nemici più pericolosi. Un magistrato che, per le cosche, rappresenta una minaccia paragonabile – e persino superiore – a quella che negli anni ’90 incarnarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il dialogo intercettato è agghiacciante nella sua naturalezza. “Dopo Falcone e Borsellino ne è uscito fuori un altro”. “Nicola Gratteri?”. “Il peggiore che abbiamo”. “È ancora vivo o morto?”. “No, è ancora vivo”. A parlare è Frank Albanese, 59 anni, ritenuto dagli inquirenti un uomo di collegamento tra la cosca Commisso di Siderno e le sue ramificazioni negli Stati Uniti e in Canada. Le conversazioni risalgono all’estate 2024, durante il suo rientro in Calabria.

Le intercettazioni fanno parte di un’operazione che ha portato al fermo di otto persone legate alla cosca Commisso. Durante la sua permanenza a Siderno, Albanese avrebbe incontrato esponenti di primo piano della famiglia mafiosa, discutendo apertamente di magistrati, dinamiche interne e rapporti con le cellule nordamericane. In una delle conversazioni, Albanese afferma persino di aver incontrato Matteo Messina Denaro prima della sua morte: un dettaglio che, secondo la DDA, conferma la sua caratura mafiosa e il livello delle sue relazioni. La cosca Commisso è una delle famiglie storiche della ’ndrangheta è una delle più radicate e influenti della Locride, con base a Siderno. È considerata dagli inquirenti una struttura solida, dotata di una forte capacità di controllo del territorio e di una proiezione internazionale unica nel panorama mafioso calabrese.

Le frasi su Gratteri non sono percepite come “chiacchiere”, ma come indicatori del clima interno alle cosche e della percezione del magistrato come nemico strategico. “Peggio di Falcone e Borsellino”: la conversazione del 28 agosto 2024. In una delle intercettazioni più significative, lo zio di Albanese – rientrato dagli Stati Uniti – commenta di aver visto Gratteri in TV, definendolo “uno di cui parlavano anche sulla CNN”. Albanese conferma e rincara: “Sì, il peggiore che abbiamo”. Lo zio aggiunge: “Dicevano che era un figlio di puttana… peggio di Borsellino e Falcone”. Albanese ribadisce che il magistrato è ancora vivo e che “adesso lo hanno mandato a Napoli”.

Nicola Gratteri è da decenni uno dei magistrati più esposti nella lotta alla ’ndrangheta.
Le sue inchieste hanno colpito duramente le cosche calabresi, smantellando reti criminali, sequestrando patrimoni e ricostruendo i legami internazionali dell’organizzazione. Il suo trasferimento alla Procura di Napoli non ha attenuato la percezione di pericolosità da parte delle cosche, che continuano a considerarlo un nemico diretto, capace di incidere sui loro affari e sulle loro strutture.

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