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giovedì, 29 Febbraio, 2024
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Girifalco, la storia di Maria Chindamo raccontata dal fratello Vincenzo

“Da anni l’Amministrazione Comunale di Girifalco è impegnata in momenti di sensibilizzazione sul delicato tema della violenza di genere; la diffusione della cultura del rispetto e della pari dignità è un fenomeno che comincia da piccoli per questo, fondamentale, è la collaborazione tra le diverse agenzie formative: famiglia, scuola, politica. Tutti insieme per la costruzione di un mondo migliore e garantista dei diritti di tutti”. Con queste parole l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Girifalco, Elisabetta Sestito, ha aperto i lavori della manifestazione promossa dalla stessa per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’iniziativa, promossa in sinergia con l’Istituto Istruzione Secondaria Superiore “E. Majorana”, ha avuto come protagonisti gli studenti e il fratello di Maria Chindamo, Vincenzo.

Dopo i saluti del vicesindaco Alessia Burdino e la proiezione di due video (uno realizzato dal Majorana – video con cui gli studenti hanno vinto il concorso nazionale LEX-GO per la sezione Hangers Games – e uno dall’Amministrazione Comunale) sono intervenuti i vari ospiti: la prof.ssa Antonio Scappatura – intervenuta in rappresentanza del dirigente scolastico Tommaso Cristofaro insieme ad altre docenti – il referente regionale di Libera Giuseppe Borrello, la presidente dell’associazione “Attivamente coinvolte” Stefania Figliuzzi, Nancy Francesca Cassalia dell’associazione ” Controlliamo Noi le Terre di Maria”, la studentessa Angela Catalano. Presente anche Giulia Scalone, sorella di Loredana vittima di femminicidio.
Nel corso del dibattito l’assessore Sestito ha ringraziato quanti hanno reso possibile la manifestazione: l’Istituto Majorana, i volontari del Servizio Civile, la moderatrice Maria Fodaro, Giusy Fedele, lo staff del sindaco, Giuseppe Rosanò, Domenico Olivadese e il centro Sai “L’Approdo”. Un ringraziamento particolare al comandante della stazione dei Carabinieri di Girifalco, maresciallo Giovanni Cante.

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“Vincenzo Chindamo e Giulia Scalone – ha detto l’assessore Sestito – sono accomunati dall’ansia della scomparsa, dal dolore della perdita, dalla barbarie dell’uomo sulla donna. Donne indifese cadute nelle mani di un aguzzino. Loro sono anch’essi vittime di violenza E tutti abbiamo il dovere morale, di diffondere la cultura della non violenza, di sensibilizzare l’opinione pubblica in ossequio a quanto stabilito dalle Nazioni Unite e di formare le future generazioni. Maria Chindamo: aveva 42 anni quando fu rapita e scomparve dalla sua zienda agricola il 6 maggio del 2016 a Limbadi, lasciando orfani tre figli Vincenzino, Federica e Letizia. Dopo sette anni grazie al lavoro di indagine dei carabinieri coordinati dal Procuratore capo Nicola Gratteri è stato arrestato colui che i ritiene essere il suo assassino. Maria fu uccisa e il suo corpo fu dato in pasto ai maiali per far sparire ogni traccia. Ciò che si augura la famiglia è che i responsabili della morte di Maria finiscano dietro le sbarre e paghino il loro conto con la giustizia. E giustizia chiedono anche i familiari di Loredana Scalone uccisa con 28 coltellate il 23 novembre del 2020 a Pietragrande di Stalettì. Condannato a 25 anni di reclusione escludendo i futili motivi e concedendo all’imputato le generiche equivalenti alla premeditazione”.

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