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Per il mese di ottobre 2026 le quotazioni all’ingrosso del gas hanno subito un deciso rialzo e la spesa totale dell’utente tipo aumenta del 9,1% rispetto al mese precedente. Pertanto, per i 2,3 milioni circa di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas è pari a 88,36 €/MWh. Si legge in una nota di Arera, che ha comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di ottobre 2026.
La componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento, applicata soltanto ai clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità, viene aggiornata da Arera come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead) e pubblicata entro i primi 2 giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento. Per il mese di ottobre 2026, il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo (una famiglia con consumi di 1.100 metri cubi annui) è pari a 176,80 centesimi di euro per metro cubo (+9,1% su settembre) con una spesa di 97,06 centesimi di euro (pari al 54,9% del totale della bolletta) per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse; 5,83 centesimi di euro (3,3% del totale della bolletta) per la vendita al dettaglio; 27,25 centesimi di euro (15,41% del totale della bolletta) per i servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della distribuzione, qualità; 4,98 centesimi di euro (2,82% del totale della bolletta) per gli oneri generali di sistema; 41,68 centesimi di euro (23,57% del totale della bolletta) per le imposte.
“Un record storico. Mai il prezzo del gas, imposte incluse, è stato così alto”, afferma Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati di Arera. Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo cliente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, il +9,1% registrato dall’Arera significa spendere 163 euro (+162,58 euro) in più su base annua, nell’ipotesi di prezzi costanti per i prossimi 12 mesi. La spesa totale annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027) decolla così, per i vulnerabili, a 1.945 (1944,80) euro che, sommati agli 869 euro della luce, determinano una stangata complessiva annua pari a 2.814 euro. Se il prezzo del gas sale oggi del 9,1%, rispetto ai tempi pre-crisi dell’ottobre 2020 è ora superiore del 162,9%, mentre rispetto al vecchio record storico del dicembre 2022, in base alla nuova serie storica ricostruita secondo il nuovo cliente tipo, è superiore del 16,8%.
L’Unc ricorda che così è stato “battuto il primato del mese scorso, mentre il prezzo che dopo lo scoppio della guerra in Ucraina aveva dominato la classifica per anni, quello del dicembre 2022, ormai scende sul gradino più basso del podio. Nonostante oggi il prezzo della materia prima sia molto più basso di allora, 94,5436 centesimi di euro per metro cubo contro i 124,7659 cent del dicembre 2022, il 24,2% in meno, all’epoca gli sconti del Governo Draghi, azzeramento degli oneri di sistema e abbassamento dell’Iva al 5%, andarono in soccorso delle famiglie. Eppure oggi il gas si paga il 16,8% in più di allora, perché il Governo Meloni continua, purtroppo, a non fare nulla per aiutare gli italiani a pagare queste bollette astronomiche. Anche nella Legge di Bilancio non c’è nulla per combattere il carovita e ridurre le fatture dell’energia dei clienti domestici”.
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