domenica, 25 Settembre, 2022
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Fondi per il Sud, Commissione Europea accoglie ricorso de “La Calabria che vogliamo” su PNRR

In merito al ricorso presentato dal movimento “La Calabria che vogliamo”, relativamente al PNRR elaborato dal Governo italiano con misure fortemente penalizzanti nei confronti del Sud, la Commissione Europea, attraverso una comunicazione ufficiale, ha reso noto di averlo inoltrato al Servizio Interno competente.

Giuseppe Nucera, presidente del movimento, esprime soddisfazione per la comunicazione ricevuta e fiducia riguardo l’accoglimento del ricorso presentato. “Le nostre istanze sono state comprese e recepite dall’Unione Europea, – afferma – è un primo riconoscimento che ci permette di essere ottimisti. Le criticità presenti all’interno del Pnrr elaborato dal Governo italiano sono evidenti e penalizzano in modo oggettivo il Mezzogiorno. Dall’Unità d’Italia sino a oggi, il Sud è stato saccheggiato delle proprie risorse, comprese quelle immateriali”.

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“La Commissione Europea, – prosegue Nucera – attraverso le linee guida con le quali ha stabilito la distribuzione delle risorse del Recovery Fund, ha evidenziato in modo netto e perentorio la volontà di ridurre la forbice che separa le regioni più arretrate rispetto a quelle più evolute. Per queste ragioni l’Europa ha assegnato all’Italia 209 miliardi del Recovery Fund. Al Mezzogiorno però, in base ai criteri di ripartizione UE (popolazione, inverso PIL pro capite, tasso di disoccupazione media degli ultimi 5 anni) spetta circa il 68% dei 209 miliardi destinati all’Italia, invece del 40% assegnato”.

“Nei prossimi decenni – dice ancora – è previsto uno sviluppo sostanziale dei mercati e dell’economia del continente africano, in questo scenario il Sud Italia diventa più che mai importante, piattaforma strategica e punto di collegamento con l’Africa. Per rivestire questo ruolo chiave però, il Mezzogiorno ha bisogno di opere e investimenti: Ponte sullo Stretto, Alta Velocità, porti, aeroporti e autostrade, con particolare riferimento alla trasversale di collegamento tra Tirreno e Jonio. Sono questi i pilastri che possono e devono guidare il rilancio del meridione, in una fase storica così unica e irripetibile come quella che stiamo attraversando”.

“Il movimento “La Calabria che vogliamo” – conclude Nucera – proseguirà la propria battaglia, convinta delle proprie ragioni e ancora più determinata alla luce della risposta ricevuta da parte della Commissione Europea. Forse, grazie alla sensibilità di una Commissione Europea attenta e lungimirante riguardo le potenzialità di avere un Mezzogiorno all’avanguardia, è arrivato il momento per il Sud Italia di ricevere finalmente quanto dovuto”.

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