(Adnkronos) – Perché scende il prezzo dei diamanti? La risposta arriva da Martin Rapaport, ospite di Vicenzaoro January durante uno dei talk organizzati dalla Confederazione internazionale della gioielleria (Cibjo) nella terza giornata del salone internazionale della gioielleria di Italian Exhibition Group in corso a Vicenza. È cambiata la società, non i meccanismi di mercato. Per la generazione Z, i diamanti naturali non sono più desiderabili come potevano esserlo nel secolo scorso. Ma i diamanti sono un tipo particolare di bene: più cresce il loro prezzo e più persone li desiderano. È un esempio di “beni Veblen”. Rapaport, perciò, ieri ha lanciato agli operatori del mercato presenti al suo talk un messaggio: coltivare le relazioni con il cliente che può acquistare il meglio in termini di qualità e rarità. Vale soprattutto per i gioiellieri indipendenti e piccole maison che non lavorano sulle grandi produzioni. Se Rapaport ha ripetuto una nota legge di mercato, non significa che anche beni di lusso che vivono della loro rarità non possano portare benefici a chi probabilmente non è uno dei clienti dell’alta gioielleria. Con accanto il presidente di Cibjo, Gaetano Cavalieri, Rapaport ha ricordato la storia di The Peace Diamond da 709 carati, il 14esimo più grande al mondo, trovato nel 2017 in Sierra Leone, e venduto sul mercato alla condizione di devolvere parte del ricavo al villaggio di Koryardu dove acqua potabile e scuole erano un miraggio. Ieri, nella terza giornata di Vicenzaoro January di Ieg, l’Educational Hub del quartiere fieristico vicentino ha ospitato l’incontro, promosso da Assocoral, 'La forza del saper fare artigiano: giovani in prima linea'. Al centro, il racconto di un modello virtuoso che, grazie alla collaborazione tra Fondazione Cologni, Istituto Francesco Degni e Assocoral, negli ultimi anni sta generando risultati concreti nell’inserimento professionale dei giovani artigiani. Ciro Mazza, docente di "Design del gioiello" del liceo artistico Francesco Degni di Torre del Greco del Liceo ha ricordato come la scuola, unica al mondo per la formazione in incisione e glittica, da quasi 100 anni accompagni i giovani verso il mondo del lavoro. Grazie alla collaborazione con Fondazione Cologni e Assocoral, i ragazzi possono partecipare a borse di studio e iniziative che valorizzano il loro talento. Un progetto che conferma come scuola, istituzioni e imprese insieme possano aprire concrete opportunità professionali nei mestieri d'arte. La giornata di ieri al Vo Vintage ha celebrato una vera icona dell’orologeria. In Sala Canova è andato in scena l’incontro “Sua maestà il Gilt”, dedicato al celebre Gmt-Master Ref. 1675 con quadrante Gilt, raccontato attraverso le voci degli esperti e degli autori del volume Gmt-Master 1675 – The Gilt Era, di Andrea Piccinini e Marco Di Falco. A fare da ideale cornice, una delle mostre più affascinanti dell’edizione: 15 esemplari Gilt prodotti tra il 1960 e il 1967, esposti in ordine cronologico e accompagnati da memorabilia e materiali pubblicitari d’epoca. Il segnatempo d’epoca è stato protagonista, sempre in Sala Canova, anche della registrazione live del podcast 'Laboratorio' condotto da Dody Giussani, direttore de L’Orologio, e con Pietro Pannone, co-autore del podcast, e Giorgia Mondani, fondatrice di Mondani Web: 'Il collezionista, questo sconosciuto?' tra passioni, rituali e dinamiche del mercato vintage, ha tratteggiato il profilo del collezionista contemporaneo.
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Fiere, a ‘VicenzaOro’ Martin Rapaport e incontro promosso da Assocoral sugli artigiani di domani
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