Non una celebrazione, ma un passaggio di consapevolezza. Non un punto di arrivo, ma l’inizio di una fase nuova. Il convegno “Mission Impossible – Il decennio del cambiamento tra evoluzione e visione”, promosso da Federfarma Catanzaro con Pharmaway, ha restituito l’immagine di una sanità che cambia e di una farmacia che, in Calabria, è già diventata molto più di un presidio: è un punto di riferimento quotidiano, concreto, umano. Una giornata intensa, attraversata da un dato politico e simbolico: l’uscita dal commissariamento della sanità calabrese. Un passaggio che ha fatto da sfondo a un confronto vero, a tratti anche critico, sul presente e soprattutto sul futuro.
A segnare la linea è stato il presidente di Federfarma Calabria e Catanzaro, Vincenzo Defilippo: «Questo non è un convegno celebrativo, ma un momento di consapevolezza. In questi dieci anni la farmacia è cambiata ed è diventata il primo presidio sanitario del Servizio sanitario nazionale, soprattutto in Calabria», ricordando come «all’inizio la Calabria non era inclusa nella farmacia dei servizi» mentre oggi «è tra le prime regioni ad aver utilizzato pienamente quei fondi», grazie a «un lavoro costruito nel tempo e a un dialogo concreto con le istituzioni». I risultati, ha insistito, sono tangibili: «Abbiamo fatto oltre 150mila prestazioni di telemedicina, contribuito ad abbassare le liste d’attesa, aumentato le vaccinazioni anti-Covid e antinfluenzali. Questo significa che i cittadini si fidano delle farmacie», aggiungendo che «questi risultati nascono dalla concertazione con la Regione e anche dall’intuizione del presidente Occhiuto», ma che «adesso bisogna fare un passo in più e uscire definitivamente dalla fase sperimentale, firmando la convenzione regionale e stabilizzando la farmacia dei servizi». Francesco Lucia, segretario di Federfarma Catanzaro, ha ribadito il senso di passaggio: «Siamo alla chiusura di un decennio di trasformazioni ma anche all’apertura di una nuova prospettiva. Questo convegno è un punto di partenza», sottolineando che «la farmacia sta cambiando pelle ed è sempre più un presidio di prossimità», mentre Alfonso Misasi, segretario di Federfarma Calabria e presidente di Federfarma Cosenza, ha evidenziato che «la farmacia non è più soltanto dispensazione del farmaco ma un presidio capace di interpretare i bisogni dei territori», chiarendo che «l’innovazione significa cambiare mentalità, costruire integrazione e portare tecnologia, professionalità e relazione umana dentro il sistema».
Il passaggio politico è stato segnato dalle parole del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro: «L’uscita dal commissariamento dopo 17 anni segna un punto di svolta, ma ora spetta alla politica calabrese rilanciare il sistema sanitario», sottolineando che «i cittadini chiedono strutture adeguate, professionisti di qualità e una programmazione chiara», e ribadendo il ruolo delle farmacie come «collegamento tra medicina territoriale e ospedaliera», con «circa 150mila prestazioni di telemedicina già erogate». Il prefetto Castrese De Rosa ha parlato di «modello Catanzaro», evidenziando che «questa città non ha nulla da invidiare al Nord» e che «le farmacie rappresentano presìdi di prossimità fondamentali anche per la tenuta sociale dei territori».
Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, intervenuto in remoto «L’uscita dal commissariamento in Calabria rappresenta sicuramente un nuovo avvio per il servizio sanitario regionale», ma il quadro generale della sanità pubblica resta critico. «Quando nel 2013 lanciammo la campagna “Salviamo il Servizio sanitario nazionale” – ricorda – parlammo di un declino silenzioso ma inesorabile. Oggi, purtroppo, quel processo continua: il definanziamento e le disuguaglianze stanno erodendo progressivamente l’equità di accesso e l’universalismo del sistema». Cartabellotta ha evidenziato come le criticità non siano più solo territoriali: «Le disuguaglianze sono ormai diffuse, riguardano aree urbane e rurali, fattori socio-economici, età e genere. Questo significa che il diritto alla salute non è più garantito in modo uniforme».
Più articolato e strategico l’intervento del presidente AIFA Robert Nisticò, sempre collegato in remoto, che ha messo al centro il tema della governance del farmaco e della complessità clinica: «Il farmaco oggi non è più solo uno strumento terapeutico, ma una vera infrastruttura strategica per il Paese», spiegando che «la sfida è governare questa complessità in un contesto in cui i pazienti, soprattutto anziani, assumono più terapie contemporaneamente», con la necessità di «passare da una medicina standardizzata a una medicina di precisione», capace di «adattare la terapia al singolo paziente». Nisticò ha insistito anche sul tema dell’appropriatezza: «Dobbiamo garantire che ogni prescrizione sia realmente utile e sostenibile», evidenziando che «aderenza terapeutica e corretto utilizzo dei farmaci sono oggi due snodi fondamentali per la tenuta del sistema», e riconoscendo alle farmacie un ruolo crescente: «La farmacia può diventare un punto avanzato di monitoraggio e accompagnamento del paziente», soprattutto «nei percorsi di cronicità», aggiungendo che «la vera sfida è integrare i dati, le competenze e i livelli assistenziali», perché «solo così si può migliorare la qualità delle cure senza aumentare i costi», e sottolineando infine che «innovazione significa anche saper governare l’accesso ai nuovi farmaci, evitando disuguaglianze tra territori».
Una sezione specifica è stata riservata agli strumenti del nuovo farmacista, con contributi di Federica Fara (Teva Italia), Luca Leban (Innova 365), Massimo Glisenti (HTN), Alessio Baldaccini (Clinical Farma), Marco Abbiati (CGM), Giuseppe Moretti (CGM Pharma Europe), Francesco Trecate (Rowa) e Nicodemo Piccolo (Genius Group), che hanno approfondito temi relativi a innovazione tecnologica, telemedicina, automazione e nuovi servizi per il cittadino. Una giornata, moderata dalla giornalista Rai Viviana Verbaro, che lascia un messaggio chiaro: la farmacia ha già dimostrato di poter cambiare. Ora la sfida è consolidare quel cambiamento e trasformarlo in un sistema stabile, capace di garantire davvero diritto alla salute e qualità dei servizi.






















