Emergenza e informazione: chi promuove e chi… Boccia

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(NDL) Speriamo, anzi siamo certi, che il ministro Boccia abbia fatto un gran lavoro oggi tra Cosenza, Crotone e Catanzaro.

Ma aver saltato (ancora una volta in un poche settimane) l’incontro con la stampa alla Regione Calabria non depone a suo favore. Nessun politico che si rispetti evita di confrontarsi con i giornalisti quando sa di aver fatto bene. Soprattutto in un momento in cui la Calabria è passata ai raggi X.

Lo stesso on. Francesco Boccia, ministro per i rapporti con le Regioni, aveva promosso la video conferenza Stato-Regioni dalla sede di Catanzaro.

Ma al termine di un evento storico – come lo stesso ministro ha definito all’ANSA la prima Conferenza Stato-Regioni in Calabria – un passaggio, una riflessione, una dichiarazione ufficiale alla ventina di persone che dalle 12.30 alle 15.00 hanno lavorato e sostato sotto il Palazzo di località Germaneto aveva il dovere istituzionale di farli.

Non fosse altro perché dietro alle troupes di Sky, Mediaset, Rai nazionale e regionale, ai giornalisti ed operatori delle varie testate locali, ci sono tutti i cittadini calabresi; e tutti i milioni di italiani che in queste settimane stanno ‘scoprendo’ o riscoprendo i vari malaffari di questa regione.

Tornando a Boccia, l’altra ipotesi  – che non vogliamo neppure prendere in considerazione – è che il ministro non sappia rispondere a qualche domanda pertinente che specie i giornalisti locali, quelli che vivono il territorio 365 giorni all’anno, potrebbero sottoporgli.

Questo ovviamente sarebbe il più grande disastro sociale. Anche perché oggi, nel piazzale S. Francesco di Paola della Cittadella,  c’erano giovani e adulti di opposte ideologie – estrema sinistra ed estrema destra – che urlavano insieme slogan di contestazione al sistema.

Un campanello d’allarme molto pericoloso. Forse il ministro Boccia ha pensato di poterlo insonorizzare bypassando il blocco stradale pacifico promosso in modo estemporaneo ed attuato (dopo due tentativi di blocco della Polizia) alla rotonda che conduce ad Università e Policlinico; ed appunto evitando di incontrare giornalisti ed operatori TV che lo hanno atteso invano davanti all’ingresso della Cittadella.

Signor ministro, la prossima (sarebbe la terza…) non vada via dalla uscita riservata; ma ricordi di incontrare la stampa in prima persona. I comunicati ed i video monocorde e senza contraddittorio li lasci ad altri Paesi ed altre culture.