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sabato, 28 Marzo, 2026
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Economia, Guzzi (Unilavoro Pmi): dal carrello della spesa ai voli aerei, ecco le stangate 2026

I venti di guerra non soffiano solo sui confini geopolitici, ma arrivano dritti nelle tasche dei cittadini. Dai banchi del supermercato fino alle piste degli aeroporti, l’economia globale mostra i segni di una pressione crescente. Il primo impatto è visibile nel cosiddetto “carrello della spesa”. I prodotti alimentari di base, pane, pasta, olio, registrano aumenti costanti. Le ragioni sono molteplici: l’interruzione delle forniture di grano, l’aumento dei costi energetici e le difficoltà nella logistica internazionale. Il pane, simbolo per eccellenza del consumo quotidiano, diventa così un indicatore economico: quando il suo prezzo sale, è spesso segno di tensioni più ampie nel sistema. L’energia gioca un ruolo centrale. Gas e petrolio più cari significano costi più elevati per produrre, trasformare e trasportare qualsiasi bene. Le imprese, soprattutto nel settore alimentare, si trovano a dover trasferire questi aumenti sui consumatori finali.

Il risultato è un’inflazione diffusa che erode il potere d’acquisto delle famiglie. A sottolinearlo, con estrema preoccupazione, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, a parere del quale  i rincari, particolarmente evidenti nel settore alimentare, si estendono anche al comparto industriale e a quello dei servizi. Nell’industria, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime riduce i margini delle imprese e spinge verso un rialzo dei prezzi. Nel settore dei servizi, e soprattutto nel turismo, gli effetti sono doppi: da un lato crescono i costi di gestione per trasporti, strutture e ristorazione, dall’altro diminuisce la domanda, poiché le famiglie, colpite dall’inflazione, riducono le spese non essenziali come viaggi e vacanze.

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Il risultato è dunque un cambiamento nelle abitudini: si viaggia meno, si scelgono destinazioni più vicine, si accorciano le vacanze. Il comparto turistico, che aveva appena iniziato a riprendersi dopo la pandemia, si trova così ad affrontare una nuova fase di incertezza. Tra costi in aumento e domanda in calo, il rischio, conclude Guzzi, è quello di un rallentamento duraturo, che potrebbe ridefinire in profondità il modo di viaggiare e l’equilibrio stesso del settore.

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