domenica, 25 Settembre, 2022
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E’ ancora bufera sull’ufficio scolastico regionale: indagata a Roma anche la reggente Boda

Non c’è pace per l’Ufficio scolastico regionale della Calabria. Infatti, dopo che la dirigente Maria Rita Calvosa è incappata, nei primi giorni di marzo, nell’operazione “Diacono” che ha svelato lo scandalo del mercimonio di titoli e attestati, ora si ritrova indagata per corruzione dalla Procura di Roma anche Giovanna Boda, dirigente di prima fascia e capo del Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali. La Boda era stata inviata a dirigere, da reggente, l’Usr calabrese dopo l’inchiesta della magistratura e la decisione del Miur di sollevare dall’incarico la Calvosa. La notizia è stata resa nota dal quotidiano “La Verità”.

“La vicenda giudiziaria – si legge nel quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – è particolarmente delicata perché la donna ha in mano i cordoni (…) della borsa del dicastero. Ieri gli investigatori del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di finanza hanno perquisito la sua casa romana, l’ufficio di viale Trastevere e una soffitta “nella disponibilità della donna”. I finanzieri hanno passato al setaccio anche abitazioni e uffici di Federico Bianchi di Castelbianco, il presunto corruttore, e di Valentina Franco, stretta collaboratrice della Boda. Il sessantanovenne romano Bianchi è un noto psicoterapeuta, nonché editore dell’agenzia Dire, ‘specializzata in politiche parlamentari e di governo, politiche regionali e locali, oltre che su esteri, welfare, sanità, ambiente, scuola e giovani’. Nel decreto di perquisizione si legge che la Boda, già direttore generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del ministero dell’Istruzione, università e ricerca (Miur), in veste di pubblico ufficiale, “riceveva indebitamente per l’esercizio delle sue funzioni e/o dei suoi poteri” da Bianchi ‘somme di denaro e/o utilità per sé e/o per terzi per complessivi 679.776,65 euro’. Una montagna di soldi in regali e benefit (dati e promessi) che gli investigatori, coordinati dal pm Carlo Villani (altra vecchia conoscenza calabrese in quanto è stato sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro), avrebbero registrato al centesimo.
“La donna – sempre secondo quanto ha riportato ‘La Verità’ nell’articolo a firma di Giacomo Amadori – avrebbe avuto in uso anche la carta di credito dell’uomo e la avrebbe utilizzata per ogni genere di spesa, non tutte destinate a lei. Per quanto riguarda la contropartita gli inquirenti annotano che Bianchi è il legale rappresentate dell’Istituto di ortofonologia srl nonché ‘socio e amministratore di fatto’ della Com.e, Comunicazione ed editoria srl ‘società aggiudicatarie di affidamenti ciascuna di 39.950 euro da parte del Miur con decreti a firma della Boda, tramite l’indispensabile intermediazione e supporto Valentina Franco, consapevole del pactum sceleris'”.

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