Diamante: esposto striscione di solidarietà alle donne e al popolo afgano

comune di diamante

È stato esposto sulla facciata principale del Palazzo di Città uno striscione di solidarietà alle donne e al popolo afgano ispirato al murale di Cristina Paladino,  realizzato nel corso della prima operazione murales del 1981. Il gesto simbolico di vicinanza agli afgani era stato deciso nell’ambito di una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale dello scorso 27 agosto, e presentata  su iniziativa del Presidente del Consiglio comunale, Francesco Bartalotta e dei due Capigruppo consiliari, Antonio Cauteruccio (Uniti per TE) e Marcello Pascale (Diamante e Cirella #Siamo Voi).

Con la mozione congiunta dei tre proponenti il Consiglio Comunale ha inteso esprimere solidarietà alle donne e al popolo afgano, che con la ripresa del potere da parte del regime talebano, vede nuovamente messa a repentaglio la concezione democratica per la tutela e la difesa dei diritti umani e di pensiero. La mozione, com’era stato sottolineato in una precedente nota, si richiamava alla cultura e all’arte, prendendo spunto dalla ricorrenza dei 40 anni dalla prima operazione murales nella cittadina tirrenica, richiamandosi alla riproduzione del murale, poi, come detto, riprodotto sullo striscione esposto sulla facciata del Comune, e sito in Via XXIV Maggio, realizzato nel 1981 dall’artista Cristina Paladino l’opera raffigura un grande spazio oscuro che avvolge delle donne.

La riproduzione del dipinto è accompagnato da un messaggio in lingua pashtu di “solidarietà alle donne e al popolo afgano” insieme al logo del Comune di Diamante e alla bandiera dello stato dell’Afghanistan. Ricordiamo che nel corso dello stesso Consiglio Comunale era stata approvato la proposta del Consigliere con delega alle Pari Opportunità Roberta Marra, di  portare un aiuto concreto  alla popolazione afgana, promuovendo,  attraverso il sito istituzionale del Comune di Diamante (www.comune-diamante.it),  alcune organizzazioni non profit che operano sul campo e in favore degli uomini,  delle donne e dei bambini coinvolti nella tragedia che vive l’Afghanistan.