“La gestione delle liste d’attesa in Calabria rimane drammatica e preoccupante. I tempi per ottenere una visita specialistica si stanno dilatando ulteriormente e il recente stanziamento di fondi per migliorare il sistema sanitario regionale rischia di risultare una misura inconcludente se si scontra con un apparato burocratico e organizzativo inefficiente e risibile”. Lo afferma il dott. Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg Catanzaro, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di famiglia, spiegandone le ragioni.
“Spesso accade – spiega il dott. De Nardo – che tra il rilascio dell’impegnativa per una visita specialistica, da parte del medico di famiglia al paziente, e il giorno effettivo della visita intercorra un lungo periodo di tempo. A questo punto il paziente risulta tediato non solo dalla lunga attesa, ma dall’incomprensibile richiesta di dover ritornare dal medico di medicina generale per il rilascio di una nuova impegnativa. Questa richiesta risulta completamente immotivata e inaccettabile in quanto, una volta che il cittadino ha effettuato la prenotazione al Cup per una visita specialistica, l’impegnativa non è soggetta a scadenza, indipendentemente dai tempi che intercorrono per l’erogazione della stessa. A pagarne le conseguenze sono, soprattutto, i cittadini, ma anche i medici di medicina generale, ulteriormente oberati da un incarico burocratico inutile e spesso costretti a ripetere la prescrizione di una ulteriore richiesta per la stessa visita specialistica o esame strumentale già in precedenza effettuata. Tale incomprensibile modus operandi provoca inevitabili e ingiustificate tensioni nel rapporto fiduciario medico-paziente, entrambi penalizzati da questo perverso meccanismo. Il medico specialista, secondo le indicazioni regionali, dovrebbe provvedere a redigere tutte le richieste utili agli approfondimenti diagnostici sul ricettario del servizio sanitario regionale, senza rinviare il paziente al medico di medicina generale. Purtroppo ciò non accade e il paziente si trova travolto in un andirivieni tra specialista e medico di medicina generale”.
“Per tali ragioni – precisa il segretario della Fimmg Catanzaro – chi si occupa di migliorare l’efficienza del sistema sanitario regionale ha il preciso e indifferibile dovere di intervenire, magari confrontandosi con chi queste dinamiche le conosce perché le vive quotidianamente. E, soprattutto, chiarire, attraverso apposite linee guida da trasmettere alle figure preposte, i passaggi da seguire per evitare i disservizi suddetti. Inoltre, altro disservizio è emerso di recente nella prescrizione delle visite mediche. Azienda Zero, nel tracciare le nuove regole per le prenotazioni delle visite specialistiche di controllo, obbliga gli specialisti che eseguono la prima visita ad effettuare in maniera esclusiva le richieste di visite di controllo. Non consentendo, quindi, ai medici di medicina generali di effettuare tali richieste che sarebbero impedite in fase di prenotazione. Una procedura che, seppur ragionevole, nella realtà dei fatti non viene rispettata. Le conseguenze sono palesi: le prime visite, infatti, non sono soggette all’esenzione del ticket per patologia, come invece accade per le seconde visite. Il risultato è, quindi, pregiudizievole per i pazienti, costretti a pagare un ticket che non dovrebbero pagare, in quanto esenti per patologia. Quanto sta accadendo non fa altro che contribuire ad inceppare ulteriormente il meccanismo delle liste d’attesa non risolvendo i problemi di una sanità disagiata che continuerà ad essere tale. Così facendo la Calabria difficilmente abbandonerà l’ultimo posto nazionale nell’erogazione dei servizi sanitari”.
“Occorre necessariamente invertire la rotta e, pertanto, si auspicano interventi immediati – conclude il segretario della Fimmg Catanzaro – attraverso un confronto con gli operatori del settore e le sigle sindacali di categoria, durante il quale potrebbero essere risolte e corrette alcune problematiche con interventi di non difficile attuazione. Solo così potremmo dare al cittadino la percezione di una sanità migliore”.











