“Quella di Davide Ferrerio (nella foto) è una storia che Bologna non ha mai smesso di considerare propria, per il legame che la sua famiglia ha con la città, per l’amore di Davide verso la sua squadra del cuore, per l’affetto e la solidarietà che ha saputo generare.
L’11 agosto saranno passati quattro anni da quel giorno, quando per una violenza terribile Davide è entrato in coma. Ieri, ancora una volta insieme alla mamma Giuseppina abbiamo ricordato il percorso condiviso, gli abbracci e la battaglia legale che anche l’Amministrazione comunale ha condotto accanto alla famiglia, costituendosi parte civile presso il Tribunale di Crotone”. Inizia così la dichiarazione del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, nell’anniversario dell’aggressione a Davide Ferrerio avvenuta a Crotone l’11 agosto 2022.
“Davide aveva vent’anni allora e più volte abbiamo sentito raccontare la sua storia dai genitori Massimiliano e Giusy, il fratello Alessandro. Persone che non smetteremo mai di ringraziare per quello che da subito hanno deciso di fare per Davide, standogli accanto, condividendo il proprio dolore con la nostra comunità. Il percorso giudiziario è stato lungo e non privo di momenti di tensione e amarezza per la famiglia- prosegue Lepore. Fin dalle prime udienze, abbiamo voluto che il Comune di Bologna si costituisse parte civile accanto alla famiglia Ferrerio, insieme al Comune e alla Provincia di Crotone. È un gesto che, nella prassi amministrativa italiana, non è affatto scontato: un ente locale si costituisce normalmente parte civile per reati commessi sul proprio territorio o contro il proprio patrimonio e la propria comunità in senso stretto. In questo caso, invece, il Comune ha rivendicato un diritto e un dovere diversi, fondati sul legame identitario e valoriale che unisce Davide, cittadino bolognese, alla città che lo ha visto crescere. È una lettura che trova fondamento nei principi generali dello Statuto comunale, che impegnano l’Amministrazione alla tutela della dignità della persona, alla solidarietà verso i propri cittadini e alla promozione dei valori di convivenza civile anche al di là dei confini amministrativi in senso stretto”.
“Non è un atto puramente simbolico.- evidenzia Lepore La costituzione di parte civile comporta un impegno concreto, giuridico e comunicativo: significa che la città, come istituzione, si assume la responsabilità di rappresentare pubblicamente un valore collettivo — la sicurezza, la dignità, il diritto di ogni persona a tornare a casa — anche quando il fatto è avvenuto altrove. Come ha detto in aula il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, accogliendo la presenza di Bologna al proprio fianco, si è trattato “non solo di un fatto dovuto”, ma “dell’espressione di un sentimento comune”. A distanza di quattro anni, la vicenda di Davide resta una ferita aperta per Bologna, non solo per la famiglia. È il ricordo di una violenza assurda, che ha spezzato la vita di un ragazzo e quella di chi gli vuole bene. Ed è, insieme, la testimonianza di una città che ha scelto di non restare a guardare: di considerare ogni cittadino, ovunque si trovi, parte di una comunità che non lo abbandona quando la sofferenza bussa alla porta. Alla famiglia Ferrerio, che continua a lottare ogni giorno accanto al letto di Davide, rinnovo tutta la vicinanza della città di Bologna”- conclude il sindaco felsineo.

