mercoledì, 8 Dicembre, 2021
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Dalla Calabria i marmi per l’industria mondiale del lusso

Siderno – Si può partire dall’estremo Sud della penisola alla conquista dei mercati nazionali e internazionali di uno dei settori più tipici del comparto del lusso: il marmo.
Lo dimostra la storia di un’azienda calabrese: la Fuda Marmi. Nell’area industriale di Siderno, nella Locride, spicca una grande murale che rappresenta uno scalpellino intento nel suo lavoro certosino, mentre incide una data a caratteri cubitali: 1961.
“La Fuda Marmi nasce proprio nel 1961, quando mio padre era in Australia e ad un certo punto ha deciso di ritornare nel suo amato paese. Diciamo che già aveva questa passione dentro di sé, dentro il suo cuore” dice all’AGI Francesco Fuda, che con i fratelli Domenico e Giuseppe porta avanti l’azienda di famiglia.

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“Nostro padre – aggiunge – faceva lo scalpellino, lavorava il marmo con il suo estro. Ha deciso di tornare in Italia per continuare e fare questa attività”.
Francesco Fuda mostra la statua di marmo bianchissimo che i figli hanno dedicato al padre e che campeggia nel grande cortile d’ingresso dell’azienda. I tre fratelli hanno profondamente creduto nell’attività del papà e l’hanno portata avanti con caparbietà e capacità.
Oggi lavorano per loro 40 persone, senza contare l’indotto sviluppato sul territorio. Dentro i locali dell’azienda, nel vasto showroom a pianterreno, ci sono centinaia di marmi di qualità. Al primo piano gli esempi di come sia possibile inserirli nei diversi contesti abitativi.
“L’azienda tendenzialmente punta a lavorare il marmo estratto in Italia – ci dice – per esempio proponiamo nei nostri progetti i materiali bianchi delle Alpi Apuane, ma se ci viene richiesto ci appoggiamo anche a tanti altri siti estrattivi, in tutto il mondo. Ci sono anche siti dove abbiamo collaborazioni dirette, come in Etiopia, dove c’è una seconda nostra attività e abbiamo delle cave gestite direttamente da noi. Negli ultimi anni il settore del marmo ha avuto un’evoluzione incredibile.
E’ vero: una volta si pensava al marmo e si pensava solo ad una semplice scala – sottolinea Francesco – o alla pavimentazione. Oggi noi con il marmo entriamo dappertutto: è riduttivo dire “facciamo un pavimento”, perché il pavimento oggi viene realizzato con un’artisticità una volta impensabile, essendo il lavoro solo manuale. Adesso siamo nel retail, nella moda e anche nella nautica, visto che riusciamo a realizzare delle lastre sottilissime che poi finiscono sulle barche di lusso”.

Colpisce la diffusa utilizzazione di sistemi informatici nel processo di lavorazione. Con gli operai al lavoro ci sono molti tecnici con tablet e pc.
“L’attività del marmo – spiega Francesco Fuda – è storicamente un’attività che i nostri antenati ci hanno insegnato a fare in maniera manuale, ma oggi, e questo ci appassiona tantissimo, all’artigianalità della lavorazione del lapideo abbiamo abbinato quella che è la tecnologia, la gestione e il controllo tecnologico della lavorazione attraverso l’utilizzo della risorsa umana”.
L’imprenditore si muove tra schermi e software capaci di guidare macchinari enormi e modernissimi, che sagomano il marmo ricavandone lastre, ma anche oggetti e forme di ogni tipo.

“Noi abbiamo ancora il nostro quartier generale qui, con soddisfazione, nel Sud, a Siderno, – sottolinea Francesco Fuda – dove è nata la nostra attività. Ma abbiamo anche sentito l’esigenza di andare oltre il nostro orticello e siamo andati su altri mercati: abbiamo internazionalizzato l’azienda. E questo grazie alla sede di Milano, dove sono arrivato circa 15 anni fa. Lì abbiamo una grande esposizione. Abbiamo visto che era un mercato che ci dava la possibilità di poter poi affrontare altri mercati, con altre esigenze”.
La domanda è scontata: fare impresa in Calabria è davvero complicato, ci sono tanti condizionamenti, quanto è stato difficile emergere? Francesco sorride. “A me personalmente piace pensare e dire che in tutte le regioni, in tutti i Paesi c’è il buono e il cattivo. Noi oggi – ci dice – ci sentiamo di far parte di una categoria di calabresi che si vogliono mettere in discussione e che hanno la voglia e l’amore di fare bene, sia per la propria regione che per il proprio Paese, senza nessuna remora nel confrontarsi con altre persone, con altri professionisti, perché amiamo il nostro mestiere, pensiamo di saperlo fare e quindi ci siamo messi in discussione”.

“Siamo abbastanza ambiziosi. Per noi l’unione fa davvero la forza: questa azienda – dice Francesco, con orgoglio – è stata creata da un’idea che nasceva da nostro padre e poi è stata portata avanti da noi tre fratelli. Diciamo che il livello raggiunto è veramente buono in un mondo in cui di criticità ce ne sono tantissime. Il sogno nel cassetto è quello di vedere sempre più questa azienda camminare ad alti livelli tra i brand più alti del mondo dell’arredo, della nautica, del mondo di quello che è il bello e il lusso. Ci stiamo riuscendo.
La tendenza è quella di andare a lavorare a tu per tu con clienti di una certa caratura, di una certa levatura. Lavoriamo con professionisti di alto livello, quindi ci ritroviamo a collaborare veramente da vicino con importanti studi di architettura, archistar ed interior designer. Tutta una fascia di addetti ai lavori che ha una sua specificità. Noi siamo veramente orgogliosi di avere la possibilità di lavorare con loro perché questo ci permette di mettere in evidenza il nostro saper fare”.
Una perizia che nasce nel Sud, dall’antico lavoro tradizionale, ma che adesso è diventata patrimonio dell’Italia intera.

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