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domenica, 25 Febbraio, 2024
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Covid, vaccini in base al Pil: bufera sulle dichiarazioni dell’assessore Letizia Moratti

Una distribuzione dei vaccini nelle Regioni seguendo nuovi criteri, tra cui la densità abitativa, il tema della mobilità, e il contributo che ciascuna Regione dà al Pil nazionale. Sarebbero questi, si apprende, i punti cardine di una lettera che l’assessore al Welfare e vicepresidente della Lombardia, Letizia Moratti, ha indirizzato al commissario straordinario Domenico Arcuri per chiedere di ripensare l’attuale approvvigionamento di dosi.
Già nella serata di ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha bocciato totalmente l’idea: “Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono – ha attaccato su Twitter – In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”.
Contrario all’idea anche il sindaco di Milano, Beppe Sala: “Ci sono mattine in cui ti possono cadere le braccia: il tuo Paese in preda a una crisi politica difficile da decifrare e nel momento sbagliato, la tua Regione che chiede l’assegnazione dei vaccini in base al Pil”.
“Leggo con sconcerto – dice il governatore della Campania, Vincenzo De Luca – le affermazioni della signora Moratti a sostegno di una distribuzione di vaccini legata al Pil delle diverse regioni. Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici. Si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie. La signora Moratti è persona intelligente e civile. Mi auguro che voglia chiarire che si è trattato di un’affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni”.
Di fronte alle critiche, l’assessorato Moratti ha provato a chiarire: il riferimento al Pil non è legato al concetto di “ricchezza”, bensì alla richiesta di una “accelerazione nelle vaccinazioni in una Regione densamente popolata di cittadini e anche di imprese, che costituisce una dei principali motori economici del Paese”, precisano dal Pirellone. “Il concetto – spiegano dall’assessorato – non è quello di dare più vaccini alle Regioni più ricche” ma “se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell’intero Paese”.

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