Covid, Occhiuto (FI): “A Cosenza non sono garantiti i servizi base”

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Catanzaro – “L’ospedale di Cosenza è l’hub sanitario dell’omonima provincia calabrese, il centro ospedaliero più grande e quello al quale fanno riferimento i cittadini di tutti i Comuni limitrofi. Negli ultimi mesi su 400 posti letto complessivi, 157 sono diventati posti letto Covid. Invece di creare, come è stato fatto in tanti territori nel nostro Paese, un Covid Hospital dedicato, si è deciso di azzoppare il principale ospedale della zona, facendolo diventare un enorme potenziale focolaio”.

Lo afferma, in una nota, Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“Così facendo – scrive Occhiuto – l’ospedale di Cosenza non riesce a garantire i servizi base, non riesce ad assistere in modo adeguato i positivi al Coronavirus e soprattutto non riesce ad evadere le richieste ordinarie che arrivano dal territorio.
I reparti di medicina, medicina d’urgenza, ortopedia, urologia, geriatria, otorinolaringoiatra, sono stati di fatto smantellati per far inserire posti letto Covid.
L’ospedale in questo momento è inservibile e rischia la chiusura, con le ambulanze che nel piazzale antistante aspettano per ore ed ore, con all’interno i malati in attesa di essere ricoverati in qualche reparto di fortuna.
Per di più, ogni settimana assistiamo alla liturgia di commissari provinciali alla sanità – nominati dal commissario regionale alla Sanità Longo, incaricato dallo scorso governo guidato da Conte – che, non essendo calabresi, il venerdì lasciano la Regione per farci ritorno il lunedì successivo: un’abitudine inaccettabile in questo periodo di emergenza pandemica.
Sono capogruppo di Forza Italia alla Camera, sostengo con lealtà l’esecutivo Draghi, ma per me la Calabria, la mia terra, viene prima di tutto. Per questi motivi annuncio un’interrogazione al ministro della Salute Speranza, affinché venga chiarita e risolta questa assurda situazione.
I cittadini della provincia di Cosenza e i calabresi – conclude – non possono continuare a pagare per un sistema sanitario regionale inadeguato e mal gestito: il governo ha il dovere di intervenire”.