Covid Italia, Rezza: fase di maturazione ondata epidemica, sapevamo che sarebbe stata dura

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“In questo momento in cui cala l’Rt, il primo parametro che ci dà la tendenza, l’incidenza scende dopo e più lentamente e questo perché le nuove varianti sono più trasmissibili e ci vuole più tempo per abbattere le infezioni e le malattie” ha evidenziato Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, nel suo intervento alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia.

“C’è una fase di maturazione dell’ondata epidemica e sapevamo che sarebbe stata dura. Sono arrivate le varianti: quella inglese è dominante e ha una trasmissibilità superiore al 50% rispetto ai ceppi precedentemente circolanti” ha sottolineato. “Inoltre abbiamo fissa al 4% la variante brasiliana, concentrata in tre Regioni dell’Italia centrale”.
“Ad aprile ci saranno una decina di milioni di dosi di vaccino, bisogna fare il massimo sforzo per completare innanzitutto la vaccinazione delle persone anziane. Bisogna portare al massimo la copertura vaccinale degli over 60” ha affermato ancora Rezza. “Siamo purtroppo ancora costretti per qualche settimana a tenere il freno, ad avere comportamenti estremamente prudenti, sperando però che un’accelerazione della campagna vaccinale possa favorire un ritorno alla vita normale da qua a qualche mese. Ci vorrà un po’ perché bisogna aumentare la copertura vaccinale” ha sottolineato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute.

“Ci vuole ancora un po’ di tempo prima di cercare di alleggerire i servizi sanitari da questo carico di malattia. In questo mese bisogna ancora fare sacrifici cercando di aumentare le vaccinazioni – ha evidenziato -. Durante il mese di aprile si renderanno disponibili almeno una decina di milioni di dosi di vaccino. Sappiamo che ne abbiamo tre a disposizione e uno in arrivo”.
“Non sappiamo se” sul fronte vaccini nell’Unione Europea “sono stati fatti degli errori o meno. Ma se ci sono stati, la lezione è stata ampiamente assorbita – ha detto il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute -. E voglio dire che in questo momento i Paesi Ue stanno pensando ai vaccini del 2022”. Infine, sul vaccino AstraZeneca “aiuterebbe molto anche nella divulgazione se ci fosse una posizione univoca a livello Ue. Uno dei problemi maggiori in questa pandemia – ha rimarcato Rezza – è stata purtroppo la mancanza di coesione e uniformità negli interventi dei Paesi europei”.

(Adnkronos)