Covid, firmato il nuovo Dpcm: niente didattica a distanza, sport di contatto e gite di scuola

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Roma – Dopo un confronto all’interno del governo e con le Regioni è arrivato il via libera al nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte e dal ministro della Salute, Roberto Speranza. È quanto si apprende da fonti di governo. Scompare per ora qualsiasi misura legata allo stop alle feste private. “Ma come possiamo mandare le forze di polizia a casa delle persone?”, si chiedeva oggi un ministro. Una parte del governo è contraria, alla fine ci dovrebbe essere solo una “forte raccomandazione” a limitare i party nelle abitazioni, a fare in modo che ad eventuali riunioni possano partecipare al massimo sei persone.

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E in ogni caso “se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina”, la raccomandazione del premier Conte che esclude lockdown generalizzati ma alle Regioni e ai comuni sottolinea che la situazione, anche se migliore rispetto agli altri Paesi, rischia di essere preoccupante. Da qui l’introduzione di nuove misure al vaglio questa sera di una riunione alla presenza del presidente del Consiglio e dei capi delegazione della maggioranza. Ma per il via libera potrebbe essere necessario più tempo, perché il presidente della Conferenza Stato Regioni, Bonaccini ha chiesto 24 ore per visionare e ragionare sul testo.

Non è previsto l’inserimento nel Dpcm della ripresa della didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori. La proposta era arrivata da alcuni governatori.
E’ stato il ministro Speranza ad illustrare l’orientamento dell’esecutivo. Stop alle gite scolastiche, confermata la proposta di sospendere gli sport di contatto a livello amatoriale, regola che non varrà per gli sport a livello dilettantistico. Dopo le ore 21 verrà vietata la sosta fuori dai locali. Limitazioni per i matrimoni: potranno partecipare ai ricevimenti al massimo 30 persone.

Al massimo 1000 persone agli eventi sportivi, con il governo che ha insistito sulla necessità di adottare la regola del 10% della capienza all’interno degli impianti, mentre le regioni chiedono il 15. I governatori potranno scegliere se adottare la chiusura dei ristoranti e dei locali alle ore 24 o all’una di notte, dipenderà se i gestori avranno la possibilità di far sedere i propri clienti.
Entra nel Dpcm anche la nuova quarantena a 10 anziché 14 giorni, misura che ieri ha ricevuto il parere favorevole del Comitato tecnico scientifico. Semaforo verde anche al tampone unico per chi non risulta più positivo dal contagio. Il governo dovrebbe anche intervenire sullo smart working incrementarlo fino al 60-70%. “Non subirà riduzioni il numero degli spettatori nei cinema e per gli spettacoli dal vivo”, la rassicurazione del ministro dei Beni culturali Franceschini. I governatori chiedono un piano ad hoc per il trasporto pubblico e puntano poi al ristoro economico certo e veloce da parte del governo per le attività che verranno colpite da nuove restrizioni.