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mercoledì, 11 Marzo, 2026
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Cosenza, 6 arresti per corruzione e droga nel carcere. Coinvolto agente della Penitenziaria

Personale del Nucleo Investigativo Centrale Polizia Penitenziaria – Nucleo Regionale della Calabria di Catanzaro, con il supporto del Reparto di Polizia Penitenziaria e con l’ausilio anche del Nucleo Investigativo Regionale della Campania di Napoli, ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare – emessa dal Gip di Cosenza, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 8 indagati, per corruzione e spaccio di sostanze stupefacenti nella Casa Circondariale “S. Cosmai” di Cosenza. L’ordinanza cautelare è stata adottata a seguito degli interrogatori preventivi del GIP, e degli indagati 6 sono raggiunti dalla misura cautelare personale degli arresti domiciliari, 1 dall’obbligo di dimora nel comune di residenza e 1 dall’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

L’indagine ha mirato all’acquisizione di elementi probatori all’interno dell’istituto penitenziario di Cosenza, e si è sviluppata mediante l’ascolto di persona informata sui fatti, attività tecniche corroborate dai relativi riscontri, servizi di OCP, riscontri “sul campo”, acquisizioni di immagini del servizio di videosorveglianza. Gli elementi indiziari acquisiti hanno consentito di delineare una serie di condotte illecite relative a plurime ipotesi di corruzione da parte di privati, che hanno interessato un agente della Polizia penitenziaria, nonché cessione di sostanze stupefacenti, introduzione e utilizzo di cellulari e sim card nel carcere.

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In particolare è emersa, sul piano indiziario, la condotta di un operante della Polizia penitenziaria, che avrebbe accettato la promessa e/o ricevuto corrispettivi da familiari di detenuti, consistenti anche in sostanza stupefacente, per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio, nello specifico, per l’effettuazione di videochiamate in numero maggiore rispetto a quello stabilito ed autorizzato dal DAP, per la comunicazione ai detenuti di informazioni provenienti dai familiari, per l’introduzione di sostanza stupefacente all’interno della casa circondariale, per l’omissione della denuncia circa la disponibilità all’interno della casa circondariale di sostanza stupefacente, sim card e smartphone).
Oltre alla ritenuta sussistenza della gravità indiziaria in ordine al delitto di corruzione per atti contrario ai doveri d’ufficio, è stata, altresì, ritenuta, la gravità indiziaria in ordine alle condotte di cessione di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto, di rivelazione di segreti di ufficio. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti, all’interno della Casa Circondariale di Cosenza, sequestri di sostanza stupefacente, di telefonici cellulari e sim card introdotti all’interno del carcere.

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