Momenti di forte tensione si sono vissuti allo stadio “Marulla” di Cosenza durante l’evento di beneficenza la “Partita del cuore”, gara disputata tra gli studenti degli Istituti “Valentini” e “Fermi, il cui ricavato è stato devoluto all’Unicef. Nel momento in cui sugli spalti i ragazzi presenti hanno esposto uno striscione con la scritta “Guarascio vattene“, accompagnato da cori contro l’attuale patron del Cosenza e dell’amministratrice unica Rita Scalise, uno dei responsabili degli steward avrebbe tentato di impossessarsi dello striscione. Nella fase concitata del tentativo, per cause ancora tutte da chiarire, un 17enne è caduto a terra ed è stato necessario l’intervento dei sanitari che gli hanno applicato un collare in attesa degli accertamenti avvenuti poi al Pronto soccorso dell’Annunziata.
Secondo quanto dichiarato a ‘Gazzetta del Sud‘ dalla madre del giovane: “Mio figlio presenta un vistoso ematoma alla spalla, dovuto alla caduta. In seguito, è stato anche necessario un controllo in Pronto soccorso e la prognosi è di 10 giorni. Cosa è accaduto? Nella seconda parte della gara, i ragazzi hanno esposto uno striscione contro la società. Ci tengo a precisare che mio figlio, pur essendo d’accordo con il messaggio esposto sul lenzuolo, non è stato tra i fautori della scritta. Nonostante questo ha solidarizzato con i ragazzi presenti, manifestando un malcontento che non è solo dei giovani ma di tutta la città. D’altronde, uno striscione del genere lo abbiamo visto anche durante il passaggio del Giro d’Italia, non vedo quale problema potesse crearne uno esposto da studenti. Sono molto scossa anche io per ciò che è accaduto: credo che in questo modo si vada a sopprimere la libertà di opinione. Logicamente presenteremo denuncia ai carabinieri dopo quello che è accaduto. Poteva andare peggio”.
Sull’incresciosa vicenda è intervenuto con una nota anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso: “Quanto verificatosi allo stadio durante una manifestazione sportiva riservata agli studenti – ha affermato il primo cittadino – non può essere sottovalutato, né archiviato come un episodio marginale. Quando un giovane finisce al Pronto Soccorso dopo momenti di tensione vissuti all’interno di uno stadio cittadino, è doveroso fermarsi a riflettere con grande senso di responsabilità. Esprimo sincera vicinanza al ragazzo coinvolto e ai suoi familiari che hanno certamente vissuto momenti di particolare apprensione. Saranno, eventualmente, gli organi preposti a verificare con attenzione la dinamica dell’accaduto ed eventuali responsabilità. Quel che si è verificato, però, non ci esime dall’evidenziare il clima che da tempo si respira in città ed in tutta la provincia cosentina, attorno alle vicende del Cosenza Calcio e alla contestazione sempre più diffusa nei confronti della proprietà e dei vertici societari. Quel che più sorprende nella vicenda verificatasi durante una innocente partita di calcio tra studenti è il tentativo di soffocare un dissenso democratico affidato ad uno striscione che si voleva a tutti i costi rimuovere. È evidente che il rapporto ormai deteriorato con la tifoseria organizzata stia producendo effetti che travalicano l’ambito sportivo, incidendo sul clima sociale e civile della nostra comunità e lo testimonia una volta di più quanto si è verificato addirittura nel contesto sportivo di un torneo studentesco.
Proprio per questo è necessario che attorno al Cosenza calcio e alle sue diverse componenti si recuperino senso di responsabilità, confronto civile e rispetto reciproco. La passione dei tifosi rappresenta un patrimonio della città e non può trasformarsi in terreno di tensione permanente o di esasperazione sociale. Ritengo del tutto evidente che la vicenda del Cosenza calcio coinvolga non soltanto l’aspetto sportivo, ma anche il sentimento collettivo di un’intera comunità che oggi vive un clima di forte esasperazione, polemiche e divisioni che rischia di compromettere ulteriormente la serenità e la coesione sociale della nostra città. Ecco perché è necessario compiere ogni sforzo e ogni azione utile affinché si esca da questa situazione di incertezza, in maniera tale da rasserenare gli animi e da indurre chi detiene la guida societaria a trarre le dovute conclusioni”.


















