Un percorso di tutela reale, tempestivo e umano, una sinergia istituzionale unica a sostegno delle vittime di violenza di genere e nelle relazioni intime e orientata alla sensibilizzazione della cittadinanza. È stato siglato questa mattina, presso la Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, un Protocollo d’Intesa strategico che vede l’Azienda Sanitaria fare fronte comune con la Procura della Repubblica di Catanzaro, la Procura della Repubblica di Lamezia Terme e la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro. L’accordo, che coinvolge anche l’Azienda Ospedaliero Universitaria “R. Dulbecco”, nasce dalla necessità di superare la frammentazione degli interventi, ed istituisce un sistema integrato interistituzionale che si avvarrà di figure professionali come psicologi, psichiatri, educatori ed assistenti sociali, finalizzato alla presa in carico delle vittime dirette e indirette della violenza di genere, senza trascurare il recupero degli autori di violenza per prevenire la recidiva e la prevenzione, attraverso la sensibilizzazione della cittadinanza. La violenza nelle relazioni intime non è un’emergenza sporadica, ma un fenomeno radicato in dinamiche di potere e stereotipi di genere.
“La violenza di genere è un fenomeno strutturale che non può essere affrontato in modo isolato”, spiegano i rappresentanti delle Istituzioni firmatarie. “Con questo accordo si crea una sinergia strutturale che si sostanzia in un Tavolo Tecnico congiunto che dovrà monitorare l’andamento dei fenomeni e predisporre linee di intervento, protocolli operativi ed altre iniziative per garantire alle vittime tutele sanitarie e giudiziarie, creando una linea diretta che garantisce tempi rapidi nelle indagini e presa in carico sociosanitaria immediata“. La firma del Protocollo trasforma la Convenzione di Istanbul in azioni quotidiane sul territorio provinciale, e vuole essere un primo passo per superare le criticità che rendono difficile la fuga dalla violenza: spesso le vittime non denunciano per vergogna o timore, e temono le recidive, nelle more delle azioni giudiziarie. Il Protocollo stabilisce percorsi certi che incoraggiano l’emersione del fenomeno, garantendo protezione immediata: troppo spesso chi subisce violenza deve ripetere il proprio trauma in più sedi (ospedale, sedi di Autorità di pubblica sicurezza, tribunale), e l’accordo prevede spazi di ascolto protetti e una comunicazione fluida tra operatori sanitari e magistrati per evitare ulteriori sofferenze inutili alla vittima, oltre a misure di tutela e assistenza psicologica per i più piccoli.
Non ci si limita alla repressione: l’intesa punta anche alla rieducazione dell’autore del reato attraverso l’invio ai Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV), con l’obiettivo di interrompere la spirale delle recidive. Quindi, linee dirette di comunicazione, con una corsia preferenziale tra i Consultori Familiari, il Pronto Soccorso (con il potenziamento del percorso “Rosa Bianca” a Lamezia Terme) e gli uffici delle Procure.
Prevista anche una formazione multidisciplinare: gli operatori sanitari e i magistrati lavoreranno con linguaggi e metodi condivisi per una valutazione corretta del rischio di letalità. Sono previste delle sale audizioni dedicate per le vittime vulnerabili, dotate di sistemi di audio-videoregistrazione e specchi unidirezionali per le audizioni protette.
Il Tavolo Tecnico Permanente permetterà il confronto tra i referenti istituzionali dell’Azienda Sanitaria Provinciale e delle Autorità Giudiziarie coinvolte, con il compito di monitorare l’efficacia degli interventi, analizzare i dati sul territorio provinciale e aggiornare costantemente le procedure operative per rispondere ai nuovi bisogni emergenti, incluse le forme di cyberviolenza e le discriminazioni multiple.


















