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domenica, 3 Marzo, 2024
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Continua la caccia a Massimiliano Sestito il killer della ‘ndrangheta evaso dagli arresti domiciliari in Lombardia

Non è stata una fuga improvvisata quella del 52enne calabrese Massimiliano Sestito. Il killer della ‘ndrangheta è evaso dagli arresti domiciliari a Pero, nel Milanese, dove era stato ristretto in attesa di una sentenza della Cassazione per aver ucciso il boss calabrese Vincenzo Femia (fatto avvenuto nel 2013 a Castel di Leva, Roma). Il 30 gennaio Sestito ha manomesso il braccialetto elettronico ed è evaso dalla casa del padre a Pero in Lombardia. Sestito era stato scarcerato e messo ai domiciliari su decisione della corte di Appello d’Assise di Roma. Il cavo del braccialetto elettronico è stato ritrovato tagliato in due.

Le ricerche dell’uomo, che viveva col padre, sono estese in tutta Italia, affidate ai carabinieri. La sua scarcerazione, a quanto è stato possibile ricostruire, era stata disposta nel giugno del 2022 ma solo all’inizio di gennaio di quest’anno era stato posto ai domiciliari in quanto il braccialetto elettronico non era disponibile. Le indagini sono in mano alla ‘Catturandi’ di Milano. Secondo gli investigatori in questo momento non ha capitali per sostenere una lunga latitanza. Ma una rete criminale di alto livello potrebbe comunque riuscire a nasconderlo.

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Condannato all’ergastolo, Sestito era agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, misura concessa il 12 gennaio scorso dalla Corte d’assise d’appello di Roma, che aveva accolto un’istanza di attenuazione della misura cautelare, avanzata dagli avvocati Salvatore Staiano e Antonio Foti. I due legali hanno presentato da tempo ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha inflitto a Massimiliano Sestito l’ergastolo per l’omicidio del boss Vincenzo Femia, avvenuto a Roma nel 2013. Per un altro omicidio, quello dell’appuntato dei carabinieri Renato Lio, avvenuto la notte del 20 agosto del 1991 a Soverato, Massimiliano Sestito è già stato condannato a 30 anni di reclusione.
Secondo gli investigatori, la fuga non è stata improvvisata, ma preparata da tempo e probabilmente dopo aver attivato solidi agganci.

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