Consiglio comunale di Saint-Pierre in Valle d’Aosta sciolto per infiltrazioni ‘ndrangheta

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione di giovedì, ha deciso lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Saint-Pierre in Valle d’Aosta.
Il provvedimento segue dunque l’istruttoria partita dopo l’operazione “Geenna” della Direzione distrettuale antimafia di Torino e che ha portato all’arresto dell’assessore con delega alle finanze del Comune, Monica Carcea.
Secondo l’accusa Carcea, dopo essere stata eletta nel 2015 con «l’appoggio elettorale da parte di Marco Fabrizio Di Donato» si era rivolta a lui, al ristoratore Antonio Raso e al consigliere comunale di Aosta sospeso Nicola Prettico – in base alle indagini dei carabinieri tutti e tre membri della locale di ‘ndrangheta del capoluogo regionale valdostano – chiedendo di intervenire a «comporre le tensioni e i contrasti» con altri componenti della giunta comunale di Saint-Pierre.
Dopo il decreto di scioglimento emanato dal presidente della Repubblica, saranno tre commissari a gestire l’amministrazione comunale di Saint-Pierre. È la prima volta nella storia che un consiglio comunale della Valle d’Aosta viene sciolto per infiltrazioni mafiose.