martedì, 4 Ottobre, 2022
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Comitati inviano proposte nel campo trasporti ritenute migliorative per la mobilità

Il Comitato Magna Graecia, congiuntamente all’Unione delle Associazioni della riviera dei Cedri e del Pollino ed alla Associazione Ferrovie in Calabria ha inteso inviare una lettera al Direttore Commerciale dell’azienda NTV, Fabrizio Bona.

Nella missiva sono state esplicitate delle richieste ritenute legittime e meritorie di interesse da parte dei Comitati e si è inteso sottoporle al managemant dell’Azienda che in concorrenza con Trenitalia detiene il monopolio del transito passeggeri lungo la rete ferrata italiana.

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Nello specifico sono state richieste 3 tipologie di intervento: la possibilità, nel periodo estivo, di aggiungere sulla coppia di treni ITALO 8195/8192 recentemente istituita, anche la fermata presso la stazione di Scalea, in considerazione dell’afflusso turistico ricadente nella zona nei prossimi mesi.
È stato, altresì, chiesto di valutare la istituzione di un treno a mercato in partenza da Sibari, previo predisposizione di un servizio in coincidenza da Crotone. La tardiva elettrificazione del tronco jonico ed il sostanziale silenzio di Stato su una vicenda che ha dell’inverosimile se si pensa che i lavori della tratta sono, ormai, iniziati nel 2018, fa si che l’Arco Jonico non possa beneficiare dell’aumento di flussi turistici, causa la precaria condizione del tessuto infrastrutturale.
L’eventuale accoglimento della proposta metterebbe in condizione l’area Jonica di beneficiare dell’aumento di domanda incentivata dalla più facile raggiungibilità dell’Area Magnograeca. Ed ancora, la possibilità di valutare, su uno dei treni ITALO in partenza da Reggio Calabria e diretti a nord, la variazione del percorso sulla direttrice San Lucido-Sibari (quindi predisposizione di servizi in coincidenza con basso Jonio Sibarita e Crotoniate) verso Taranto, Bari, dorsale Adriatica con reinnesto sulla stazione di Bologna, in maniera da creare una connessione stabile verso Bari (oggi assente) e la possibilità di permettere alle aree joniche, ma anche alle aree vallive Brutie la fruizione di servizi a mercato, oggi inesistenti.

(c.s.)

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