Divergenza netta tra Forza Italia e Lega sul destino dei fondi per il Ponte sullo Stretto. Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani sventola l’apertura a un possibile «anticipo» per soccorrere le regioni flagellate dal ciclone Harry — Sicilia, Calabria e Sardegna in primis —, Matteo Salvini poche ore prima aveva detto l’esatto contrario: “I soldi del Ponte non si toccano”.
Tajani, da Bruxelles, è categorico ma flessibile: “Il Ponte va fatto, poi si può forse fare qualche anticipazione, vedremo cosa si può fare: ci sono tante proposte e si valuteranno tutte”. Priorità ai danni: “Bisogna quantificare quanto serve e dove serve”.
Annuncia anche un blitz lampo: “Lunedì sarò in Sicilia, Calabria e Sardegna per incontrare le imprese colpite, che devono essere sostenute, come in Emilia-Romagna». I 100 milioni già stanziati sono «solo l’inizio», con la Protezione Civile al lavoro per una relazione Ue sul Fondo di solidarietà europeo, “sempre generoso con l’Italia”.

















