Ciampolillo, il senatore del giallo Var, diventa star dei social

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Tutti pazzi per Alfonso Ciampolillo. I media dell’era social generano mostri e pure strane webstar. Il senatore pugliese che con il suo ritardo nel voto e la suspence del Var ha allungato l’attesa sulla fiducia a Conte diventa idolo popolare. All’intrepido sono già dedicati hashtag, meme e pagine, al grido di “uno di noi”. E quando puntuali appaiono le pagine adoranti delle bimbe, ecco, è prova conclamata che il premier sta perdendo carisma e deve prepararsi a cedere lo scettro. Sarà una meteora? Il giallo del ritardo alimenta pettegolezzi su un pressing dell’ultimo minuto da parte di Giuseppe Conte dietro le quinte dell’aula, ma il senatore ribadisce la sua convinzione sul sì. Ha però ammesso di essere interessato, se capitasse, al ministero dell’agricoltura.

Un uomo, un mito. Dalla sua Lello Ciampolillo ha l’aura di personaggio sui generis, che davvero può esercitare una forte fascinazione su anarchici, ribelli, negazionisti e dintorni. Celebre la sua campagna per la legalizzazione della cannabis, rivendicata dalla foto profilo su Instagram, dove il parlamentare sfoggia una cravatta decorata con le foglie di “maria” e la indossa con il portamento del caso, ovvero mezza lingua fuori e occhi strabuzzati. La marijuana fa bene e negli altri paesi, quelli avanguardisti, è libera e impiegata in medicina, ha ricordato in varie occasioni Ciampolillo, azzardando tra l’altro la teoria dei suoi benefici nella cura del Covid. Lo scorso settembre aveva rispolverato il disegno di legge presentato del 2018 dal collega Cinquestelle Matteo Mantero per la depenalizzare coltivazione e consumo della sostanza stupefacente, chiedendo di metterne in calendario la discussione. Proposta però respinta con il no di M5s e Pd, uniti insieme ai partiti del centrodestra.  Ex pentastellato espulso dal partito per il caso dei mancati rimborsi e oggi nel gruppo misto (ma non disdegnerebbe un ritorno di fiamma), Ciampolillo si è espresso criticamente sul lockdown di teatri e cinema e sull’uso delle mascherine – per non farsi mancare nulla è anche convintissimo no vax. Barese, 49 anni, impiegato, animalista e vegano, la sua vita private e sentimentale è top secret. Protagonista di imprese surreali, come quella volta in cui per scongiurare l’abbattimento degli ulivi pugliesi infestati da xylella si domiciliò invano presso un albero: era convinto che il batterio potesse neutralizzarsi con una terapia a base di sapone. Il delirio social dopo il suo show in Senato lo diverte, tanto da ripostare con autoironia le parodie su di lui fiorite in questi giorni. A corollario prende applausi ma anche copiosi insulti (a cui peraltro ha fatto il callo, ricevendone da anni per la questione cannabis). Selvaggia Lucarelli con la consueta verve lo sfotte paragonandolo al cult Fantozzi centometrista per timbrare il cartellino. E c’è una durissima offensiva di Daniela Martani, amica e fino a lunedì pasionaria sulla stessa barricata del senatore a proposito della libertà rubata ai cittadini causa stato di emergenza. Ora lo accusa di scarsa coerenza per il salvataggio di Conte. Sedicente opinionista tv, ex hostess in guerra con Alitalia, soprattutto ex Grande Fratello, durante la pandemia con una mano si è vantata di una partecipazione a tappeto alla movida sarda e dell’allergia alle mascherine, chiedendo però con l’altra al vituperato Governo i 600 euro del sussidio Covid. Se è lei ad attaccarlo, vien da parteggiare per Campolillo tutta la vita.

Isabella Marchiolo