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venerdì, 9 Gennaio, 2026
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“Chiama Roma”, Slc Cgil “pronti alla mobilitazione”: da anni impegnati 150 lavoratori crotonesi

“Non permetteremo che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto il territorio di Crotone, non ci fermeremo”. Così dichiara in una nota la segreteria regionale della Slc Cgil Calabria, in merito alla vicenda per il servizio “Chiama Roma”. “In seguito alla pubblicazione del bando per il servizio “Chiama Roma”,- afferma la segreteria nella nota – in cui era presente l’indicazione di un CCNL diverso dalle Telecomunicazioni ed ancor più grave un punteggio aggiuntivo per assunzioni fatte nel comune di Roma sulla commessa in cui da anni sono impiegati 150 lavoratori crotonesi, come Slc Cgil Calabria abbiamo attivato fin da subito tutte le interlocuzioni affinché venissero modificate queste due clausole che fin da subito abbiamo ritenuto inaccettabili. Contestualmente è stato avviato lo stato di agitazione e sono state attivate le procedure di raffreddamento previste dalla legge. In seguito agli incontri avvenuti tra la SLC CGIL e la Cooperativa aCapo, sia in sede aziendale che innanzi alla Prefettura di Crotone, bisogna constatare che le procedure di raffreddamento relative alla vertenza “Chiama Roma” si sono concluse con esito negativo.

Il 14 gennaio ci sarà un ulteriore passaggio importante per il futuro occupazionale dei lavoratori della sede di Crotone, in quella giornata si terrà l’incontro tra le Organizzazioni Sindacali e il Comune di Roma, richiesto unitariamente da CGIL, CISL e UIL per tentare ulteriormente, approfittando dello slittamento della scadenza del bando di gara a giorno 16 c.m., di spiegare all’istituzione comunale la bontà delle nostre rivendicazioni, nell’interesse dei lavoratori e della continuità del servizio abbinata alla qualità che lo ha da sempre contraddistinto”. “In questo contesto, – continua la nota – se non dovessero andare a buon fine neanche le interlocuzioni attivate con le confederazioni romane, le lavoratrici e i lavoratori di Crotone sarebbero esposti al rischio di trasferimenti forzati a più di 600 chilometri di distanza, che nei fatti si configurerebbero come licenziamenti mascherati. Ribadiamo che riteniamo imprescindibile il rispetto delle regole e delle norme nelle gare e nei cambi di appalto, sia per quanto riguarda l’applicazione dei CCNL, oltretutto previsto anche da indicazioni ministeriali, sia per quanto concerne la clausola sociale, che deve garantire non solo la continuità occupazionale, ma anche il mantenimento della sede di lavoro.

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Nel corso degli incontri con le lavoratrici e i lavoratori della sede di Crotone, al termine di assemblee molto partecipate, è emersa la ferma volontà di proseguire con la mobilitazione a difesa dell’occupazione, pertanto, qualora il Comune di Roma non riveda le previsioni del bando di gara, assicurando il principio di territorialità nel cambio di appalto, metteremo in campo tutte le iniziative di lotta necessarie a difesa del territorio e del lavoro. Non permetteremo – conclude la nota – che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto il territorio di Crotone, non ci fermeremo”.

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