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Ceuta, Spagna contro Roma: “E’ il Paese con maggior numero di clandestini in Europa”. Ma allarme Italia accolto da 21 Paesi

(Adnkronos) – La Spagna torna sulle reazioni alla crisi migratoria di Ceuta e punta il dito contro chi "non è stato all'altezza", compresa l'Italia, che nei giorni scorsi ha sospeso Schengen nel timore di arrivi di ondate di migranti. Poi ha ricordato che proprio l'Italia è il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa. "Ci sono stati Paesi e governi che non si sono dimostrati all’altezza", oltre a politici e partiti, "anche in Spagna", ha dichiarato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares all'emittente Rtve. "Il governo italiano è stato uno di questi. Qui in Spagna sento dichiarazioni irresponsabili da parte del Partito Popolare e di Vox", ha proseguito. "Questo è un momento in cui esigo e chiedo unità da tutte le forze politiche attorno a due città spagnole, Ceuta e Melilla, e unità da tutti gli europei attorno a due città europee", ha affermato, convinto della "specificità" del confine di entrambe le città autonome. "È l’unico confine esterno dell’Unione europea che è terrestre con l’Africa. Non possiamo affrontare quel confine come affrontiamo qualsiasi altra città di confine in Europa", ha argomentato il capo della diplomazia spagnola, insistendo affinché ciò venga riconosciuto anche da Bruxelles, in vista della riunione dei ministri dell’Interno che si terrà domani. "Rafforzare questi meccanismi e ricordare a tutti gli Stati dell’Ue che senza solidarietà non c’è Europa".  Quanto all'Italia, ha poi ricordato Albares, è il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, mentre la Spagna è quello con il minor numero. "All’Italia piacerebbe risolvere la situazione a Lampedusa" come è stata risolta quella di Ceuta, ha sottolineato. All'inizio dell'intervista, Albares ha sottolineato l'atteggiamento collaborativo del Marocco fin dal principio: "La stragrande maggioranza di coloro che sono entrati è già tornata in Marocco e continuiamo a offrire la nostra collaborazione affinché anche l’ultima persona entrata possa tornare indietro", ha dichiarato il ministro in un’intervista al programma 'La Hora de la 1'. Quanto accaduto nella città autonoma tra giovedì e venerdì scorso, quando sono arrivate in modo irregolare, a nuoto, almeno 50mila persone provenienti dal Marocco, è per Albares un "fatto senza precedenti", ma lo è altrettanto "il rimpatrio" in 48 ore di quelle migliaia di persone, "con la piena collaborazione del Marocco". Alla domanda se il Paese africano sia un partner affidabile, il ministro è stato categorico: "Mi attengo ai fatti. E i fatti sono che, sin dal primo momento, il Marocco ha offerto la propria collaborazione per cercare di fermare quel flusso di persone e, soprattutto, perché tornassero immediatamente indietro".  Sui social si è verificata un’"attività insolita" che "amplificava e distorceva" la sentenza della Corte Suprema – la quale all’inizio di luglio aveva stabilito che non fosse possibile rimpatriare "a caldo" nei loro paesi d’origine le persone giunte a nuoto –, e che vi è stata anche una "sincronizzazione dell'internazionale reazionaria che, con grande rapidità, è intervenuta per amplificare quanto stava accadendo. E anche per diffondere menzogne e notizie false sullo spazio Schengen, sulla sua integrità e sull’operato della Spagna". Ma l'Italia non è l'unico Paese ad aver reagito alla crisi migratoria di Ceuta. La lettera, con la richiesta di una videoconferenza urgente dei ministri dell’Interno per una risposta europea coordinata, promossa insieme alla Danimarca, è stata firmata da altri 20 Stati dell'Ue. La riunione sull'emergenza è stata convocata per domani.    
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