HomeCalabriaCaulonia, vicesindaco denuncia: sette cani avvelenati, sdegno nella Comunità che chiede giustizia

Caulonia, vicesindaco denuncia: sette cani avvelenati, sdegno nella Comunità che chiede giustizia

Sette cani avvelenati. Una mamma con i suoi cuccioli. E Pasquale – il cane buono (nella foto), quello che tutti conoscevano, quello che era diventato parte della comunità di ‘Focà’- non c’è più. Non ho parole adeguate per descrivere lo sdegno che provo in questo momento. Quello che è accaduto nella nostra frazione non è solo un episodio di cronaca: è un atto di una crudeltà inaccettabile, vigliacco, che colpisce chi non può difendersi e che tradisce ogni principio di civiltà”. E’ quanto scrive Giovanni Maiolo, Vicesindaco e assessore alla cultura comune di Caulonia (RC).
Quegli animali erano conosciuti, erano amati-aggiunge. La comunità di Focà se ne prendeva cura- perché le comunità vere funzionano così: ci si prende cura di chi è vulnerabile. Qualcuno, invece, ha scelto di ucciderli. Questa violenza non nasce dal nulla. Nasce da una cultura dello scarto- quella stessa cultura che abbandona i più deboli, che taglia i servizi sociali, che lascia i territori come il nostro senza presidi, senza risorse, senza strumenti per gestire i problemi in modo dignitoso ed etico. Non è fatalità: è il risultato di scelte politiche precise, di anni di abbandono istituzionale della Calabria, di un sistema che ha sempre guardato al Sud come a un problema da gestire, mai come a una comunità da valorizzare. Chi ha una visione progressista sa che il rispetto per gli animali e il rispetto per le persone non sono due battaglie separate: sono la stessa battaglia. Una società giusta non si misura solo da come tratta i suoi cittadini, ma da come tratta i più indifesi- umani e non!.
“Come Vicesindaco di Caulonia-prosegue Giovanni Maiolo– chiedo con forza che le autorità facciano piena luce sull’accaduto e individuino i responsabili. Chi commette questi atti deve sapere che la legge è chiara: i maltrattamenti sugli animali sono reati penali, e come tali vanno perseguiti senza sconti. Ma non basta la giustizia sui singoli episodi. Serve una risposta strutturata: più controlli sul territorio, politiche pubbliche serie sul randagismo- sterilizzazione, adozione, educazione- finanziate dallo Stato e non lasciate alla buona volontà dei singoli. Serve che la politica torni a stare dalla parte degli ultimi. Sempre. Anche quando non votano. Il dolore degli abitanti di Focà racconta quanto fosse reale il legame tra quella comunità e quei cani. Un legame fatto di cura, di prossimità, di solidarietà – i valori in cui crediamo e per cui ci battiamo ogni giorno. Giustizia per loro. Subito”.

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