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giovedì, 29 Febbraio, 2024
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Catia Pulice (Al Business): il bilancio degli incidenti sui luoghi di lavoro si aggrava

Mentre la famiglia di Luana D’Orazio, giovane operaia di 22 anni inghiottita da un macchinario tessile lo scorso 3 maggio a Prato, continua a chiedere giustizia, la lista delle morti bianche diventa sempre più lunga e preoccupante. Il nuovo anno, evidenzia con sgomento, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, che doveva essere inizio di ripresa e di rinascita, ha assistito, come i precedenti, a nuove e sconvolgenti tragedie. L’analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente nel Nord-Ovest (+79,7%), seguito da Sud (+53,5%), Centro (+36,6%), Isole (+32,0%) e Nord-Est (+22,0%). Gli infortuni sul lavoro con esito mortale presentati all’Istituto nel mese di gennaio 2022 sono stati 46, cinque in più rispetto alle 41 denunce registrate nel primo mese del 2021.

Il gennaio più nero è stato quello del 2020 con 52 lavoratori morti. Numeri allarmanti, che, rende noto Guzzi, hanno investito, in modo drammatico, anche i mesi successivi. L’ultimo incidente, si è verificato ieri.  Un giovane operaio di 29 anni, originario di Martina Franca, mentre stava effettuando delle manovre di scarico in un impianto fotovoltaico, ha urtato un cavo dell’alta tensione ed è rimasto tragicamente folgorato. Questo incidente, come tutti gli altri, non rimane un caso isolato. Nei giorni precedenti infatti, ne sono stati registrati altri due, uno nel mantovano e l’altro in provincia di Pavia. Dal 22 al 25 marzo se ne sono registrati ben 11. Di questo passo, sottolinea Guzzi, anche nel 2022 si registreranno più di mille morti sul lavoro. Non è una semplice previsione, ma quasi una certezza, considerando che da inizio anno si sono verificati già 279 incidenti mortali sui luoghi di lavoro. Se non verranno presi seri provvedimenti potremo arrivare a toccare i 1.221 morti del 2021, vale a dire circa tre vittime al giorno. Non è possibile, rimarca Guzzi, che in un Paese civile, accadano queste terribili tragedie.

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Una situazione incresciosa, assurda e inconcepibile. Bisogna intervenire tempestivamente e in modo adeguato. Gli infortuni sul lavoro, evidenzia Guzzi, sono spesso legati alla mancata prevenzione, all’assenza di protezioni adeguate, all’inadeguata gestione degli impianti e delle attrezzature e alla sottovalutazione dei rischi. Come intervenire? Sicuramente puntando sulla prevenzione e sui controlli. Sarebbe utile rafforzare l’ispettorato, intensificare in modo incisivo e costantemente i controlli, introdurre sanzioni tempestive e soprattutto più rigorose. Bisogna, altresì, ribadisce Guzzi, accrescere la cultura della sicurezza ad ogni livello e in tutti gli ambiti. Dello stesso avviso la Dott.ssa Catia Pulice, Amministratore Unico di Al Business, nota società di consulenza che opera a Lamezia Terme, nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro, della formazione, dell’ambiente, e del marketing, la quale ribadisce “parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro non è mai abbastanza. Questo stillicidio, sottolinea, non è assolutamente degno di un Paese civile. Il bilancio degli infortuni sui luoghi di lavoro si aggrava sempre di più. Trovo assurdo e inconcepibile, continua, questo mancato senso di responsabilità. La questione della sicurezza, aggiunge, deve essere il perno centrale di ogni azienda che vuole lavorare in modo serio, organizzato e sicuro. Regole e diritti quindi, ma non solo. Vanno altresì rafforzati gli organismi di controllo e di ispezione. Prevenzione, informazione, aggiornamento e formazione devono diventare obiettivo fondamentale e prioritario.

Morire sul lavoro, continua Pulice, non è un triste destino, ma il risultato di un sistema inefficiente. Queste morti, annunciate, avvengono purtroppo con una regolarità sconcertante. E’ necessario porre fine a queste tragedie intervenendo adeguatamente e in tempi brevi. Per lavorare in un ambiente sicuro, dove la salute dei lavoratori non sia a rischio, conclude Guzzi, bisogna rispettare e far rispettare regole precise. A prescindere dal settore in cui si opera, è importante poter garantire ai lavoratori un luogo di lavoro sicuro, cercando di ridurre al minimo l’esposizione a rischi collegati a incidenti, infortuni o malattie professionali.

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