Catanzaro, ultima festa di Polizia penitenziaria da direttore del carcere

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(NDL) Quella di domani sarà l’ultima festa della Polizia Penitenziaria nelle funzioni da direttore per Angela Paravati, da dieci anni al vertice della casa circondariale Ugo Caridi di Catanzaro.

 

La manager calabrese ha fatto il punto che sarà sviluppato nel corso della ricorrenza per il 204° anniversario del corpo che si celebra oggi a Roma e da domani nel resto di Italia.

“Un anno terribile – conferma la Paravati – in cui solidarietà, abnegazione e senso del dovere ci hanno consentito di fronteggiare una situazione delicatissima:

il covid ha colpito tanti ospiti del carcere ma anche molti agenti ed operatori sanitari costretti tuttora a turni faticosissimi. Nel 2021 torniamo a celebrare la ricorrenza pubblica, con tantissime autorità che hanno già dato conferma della loro presenza”.

I sindacati delle varie sigle hanno sottoposto in questa occasione i loro rilievi con fermezza ma anche tanta maturità.

“Le loro rimostranze sono motivate – rileva il direttore del carcere Ugo Caridi – la nostra struttura è la più grande della regione e la carenza di personale è davvero rilevante. Ma confido che a luglio con i nuovi concorsi ci vengano assegnate le risorse di cui abbiamo bisogno”.

L’emergenza covid, che avete avvertito in tutto il suo peso, è alle spalle?

“Assolutamente no: tanto che abbiamo deciso di tenere alta la guardia – aggiunge la Paravati – mantenendo i comportamenti anti-covid per tutta l’estate. Sono ripresi i contatti con le famiglie, hanno riaperto le scuole, insomma abbiamo il dovere di tutelare tutti forse più di prima”

Le istituzioni dovrebbero darvi una mano…

“Forse anche noi dobbiamo farci conoscerci meglio – commenta il direttore del carcere di Catanzaro con eleganza verbale.

Tuttavia, volgendo indietro lo sguardo ricordo volentieri ad esempio la vicinanza concreta della deputata Wanda Ferro che in più occasioni ha sostenuto a Roma la necessità di corsi, assunzioni, vaccini e nuove unità per la nostra struttura.

Gliene siamo profondamente grati”.