«Il giudice deve lavorare nel silenzio, senza partecipare all’agone politico, dimostrando anche nei fatti la sua indipendenza e terzietà, e mantenendo dunque un profilo consono a questi sommi principi. Perchè sobrietà e autorevolezza non sono in antitesi, tutt’altro». Lo ha detto il presidente del Tar Calabria, Gerardo Mastrandrea, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. «Il giudice – ha proseguito Mastrandrea – non è estraneo allo sviluppo economico-sociale del contesto dove opera e dunque deve dare il suo contributo in termini di efficienza e capacità di stare al passo dei tempi, senza rallentare i processi economici e sociali di sviluppo, nel rispetto comunque dei principi fondanti della Costituzione. Il servizio giustizia, se efficiente, può misurarsi in termini di crescita e di Pil, e questo non siamo certo i primi ad affermarlo. In tal senso – ha concluso il presidente del Tar Calabria – può di certo incidere un quadro legislativo più chiaro ed esemplificato, auspicato da tutti anche in materie tecniche attuali e complesse di derivazione europea, come l’ambiente, la gestione circolare dei rifiuti, le energie rinnovabili, lo sviluppo sostenibile».
«Anche se numericamente il contenzioso in materia sanitaria è diminuito resta qualitativamente molto rilevante. Ci impegna molto anche il settore delle interdittive antimafia, che purtroppo caratterizza la realtà regionale». Lo ha affermato il presidente del Tar Calabra, Gerardo Mastrandrea, parlando con i giornalisti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Quello delle interdittive antimafia – ha aggiunto Mastrandrea – «è un ambito particolarmente delicato, che stiamo affrontando nei tempi dovuti, tenendo conto anche degli orientamenti giurisprudenziali più recenti. Oggi si valuta con attenzione anche l’aspetto del lavoro e della continuità aziendale: la tutela della pubblica sicurezza e della legalità deve essere sempre garantita, ma occorre, nei limiti del possibile, evitare interruzioni dell’attività d’impresa che avrebbero conseguenze economiche e occupazionali. E’ certamente – ha concluso il presidente del Tar Calabria – uno dei settori più delicati che continuiamo ad affrontare in Calabria».
«Nel 2025 si registra un aumento della produttività, con 513 ordinanze cautelari, 596 ordinanze collegiali, 181 decreti cautelari e 69 ordinanze presidenziali. Si registra per contro una diminuzione del numero dei ricorsi depositati, passati da 2.050 del 2024 a 1.791 del 2025, per effetto essenzialmente del deflettere dei ricorsi di ottemperanza». Lo riferisce il presidente del Tar Calabria, Gerardo Mastrandrea, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
«Dei ricorsi depositati nel 2025 – prosegue la relazione – 300 sono stati definiti nello stesso anno, pari al 17%, a fronte dei 326 definiti nel 2024 (16%). L’arretrato ha continuato ad aumentare rispetto all’anno precedente, ma con un’incidenza notevolmente ridotta, passando dal 20% al 5%. Il numero complessivo dei ricorsi pendenti si attesta pertanto a 3.527, partendo da 3.363. Tra i settori che hanno subìto una diminuzione della domanda di tutela giurisdizionale, in controtendenza rispetto al 2024, spicca – prosegue la relazione del presidente del Tar Calabria – quello della sanità, essendo passato dai 148 ricorsi del 2024 a 112 del 2025.
«La seconda sezione, nel corso dell’anno, ha comunque, con i propri provvedimenti giurisdizionali, dovuto ribadire, sia pure in misura minore rispetto agli anni precedenti, la necessità che la Regione motivi sufficientemente i provvedimenti di diniego di autorizzazione e accreditamento, anche al fine di evitare la proliferazione di contenzioso nella medesima fattispecie. Il numero dei ricorsi depositati in materia di interdittive antimafia – specifica la relazione di Mastrandrea – si mantiene sostanzialmente invariato. Nel corso del 2025 sono stati presentati 35 ricorsi in tale ambito, a fronte dei 39 registrati nel 2024. Tale dato conferma la persistente presenza, nel contesto regionale, di un fenomeno di criminalità organizzata particolarmente preoccupante, volto a insinuarsi nel tessuto economico-produttivo. Rimane di costante attualità – evidenza il presidente del Tar Calabria – la problematica del rapporto tra interdittiva antimafia e controllo giudiziario».
Inevitabile, infine, un passaggio da parte del presidente del Tar Mastrandrea sulle endemiche difficoltà logistiche della giustizia amministrativa in Calabria e su «un deficit di organico» che «non rappresenta più un’emergenza episodica ma una carenza sistemica, che incide sulla gestione degli affari correnti ma limita anche la capacità di programmare interventi di ampio respiro. E’ più che mai necessario – si legge infine nella relazione – che l’organo di autogoverno della giustizia amministrativa intervenga per porre rimedio strutturale alle carenze del nostro tribunale».
E’ intervenuto in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar Calabria l’avv. Alfredo Gualtieri, presidente della Camera amministrativa distrettuale, mettendo in rilievo la scarsa attenzione degli Organi centrali sia sull’organico dei magistrati (in servizio a Catanzaro su 12 di organico) sia sull’acquisto di una sede dignitosa, quando nello stesso periodo sono stati autorizzati gli acquisti di due palazzi storici in Palermo e Venezia per le sedi dei TAR della Sicilia e del Veneto. Ha auspicato che le difficoltà di copertura degli organi della Giustizia Amministrativa vengano compensate con il concedere fuori ruolo ai Magistrati per far parte di Organismi centrali dello stato e delle Regioni.


















