Calabria, servizi educativi e di istruzione, confronto in Cittadella

Definire modalità e strategie per favorire il superamento delle criticità registrate dagli Ambiti territoriali nella spesa delle risorse assegnate e sblocco dei fondi in attesa di riparto. Questi i temi a base dell’incontro avvenuto in Cittadella tra i rappresentanti dei servizi educativi e di istruzione (Fism – Fidae – Ciofs Scuola Italia Meridionale – Sud Infanzia in Rete – Comitato Calabria Servizi Educativi 0-6 – Gruppo Nazionale nidi e infanzia – Calabria infanzia in Rete 0-10 – Confcooperative Calabria – Fenimprese Uninidi) e l’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo.

Presente anche la dirigente del settore Politiche sociali, Saveria Cristiano.

Al centro del confronto, in particolare, le segnalazioni provenienti da associazioni e organizzazioni partecipanti all’iniziativa in ordine alle difficoltà dei 32 Ambiti territoriali nella spesa delle risorse rinvenienti dal fondo di azione pluriennale di educazione e istruzione per i bambini da zero a sei anni, relativamente alle annualità 2018 e 2020.

Il coinvolgimento dell’Anci

In proposito, è emersa la necessità di coinvolgere l’Anci nella programmazione delle risorse e di ottenere un incremento di personale competente nelle sedi specifiche, anche per attrezzarsi per le importanti risorse previste per la Calabria dal Pnrr. I rappresentanti del privato sociale hanno poi illustrato un documento che descrive lo stato dell’attuale situazione dei servizi educativi e di istruzione calabresi, evidenziando come, in relazione alla fascia d’età compresa tra zero e 3 anni, solo 11 bambini su 100 usufruiscano di un servizio per la prima infanzia (ben sotto la soglia minima del 33% stabilita a livello comunitario), anche perchè soltanto il 25% dei Comuni calabresi garantisce l’erogazione dei servizi.

Pure per questo, dando preliminarmente atto all’assessore Gallo e al settore Politiche sociali di essere riusciti, in poco più di un anno di intenso lavoro, a recuperare antichi ritardi e a sbloccare, ad esempio, l’assegnazione di risorse in attesa di destinazione da almeno un triennio, il gruppo ha presentato proposte volte a stimolare prospettive di “co-costruzione e co-progettazione” in un’ottica di sviluppo del nuovo sistema integrato 0-6, manifestando la propria disponibilità a un’attività di affiancamento agli uffici di piano degli Ambiti territoriali per il pieno utilizzo dei finanziamenti disponibili e per evitare che molti Comuni non utilizzino tempestivamente i fondi messi a disposizione dal Pnrr.

Le parole di Gallo

«Un’iniziativa – ha commentato l’assessore Gallo – che non può che essere accolta favorevolmente, secondo quello spirito di condivisione che sta animando la definizione delle politiche sociali in Calabria nel percorso di apertura al futuro». Al riguardo, nello specifico, la Regione si è resa disponibile a programmare un incontro online, in presenza dei rappresentanti degli Ambiti, dell’Anci e dei rappresentanti dei servizi, per verificare le attività amministrative sin qui espletate dagli Ambiti e, ove opportuno, offrire supporto tecnico per imprimere un’accelerazione alle procedure di programmazione e di pubblicazione dei bandi rivolti alle famiglie e ai gestori dei servizi.

Gallo, inoltre, ha reso noto che – grazie a un progetto di Capacity Building – presto gli Ambiti saranno supportati da nuove figure professionali, così da assicurare loro un giusto sostegno a garanzia di un più puntuale assolvimento dei compiti da svolgere, e ha altresì anticipato che nei prossimi giorni la Giunta regionale approverà – su proposta proprio dell’assessorato al Welfare – il cofinanziamento a valere sulle risorse del fondo di azione pluriennale, per l’annualità 2019, facendo contestualmente pervenire agli Ambiti la quota residua del cofinanziamento per l’annualità 2020.

I fondi strutturali

«Un ulteriore impegno che assumiamo per l’avvenire – ha aggiunto Gallo – è implementare le risorse con l’utilizzo dei Fondi strutturali per le politiche di coesione 2021-2027, in una logica di integrazione delle risorse ordinarie, per raggiungere quanto prima la soglia minima comunitaria del 33% di copertura del servizio: la crescita, lo sviluppo sociale ed economico che ne conseguirebbero sono aspetti che la Calabria non può più trascurare».