“Il bullismo continua a rappresentare una delle sfide educative più delicate. I dati più recenti, che sono estremamente significativi, pongono il nostro paese tra quelli più colpiti in Europa. Dati allarmanti che rendono quanto mai attuale la necessità di diffondere la consapevolezza del fenomeno. Proprio per questo motivo, nel 2017 è stata istituita la Giornata Nazionale Contro il Bullismo e il Cyberbullismo, che ricorre ogni 7 febbraio. Per arginare questo problema ingente si ribadisce la necessità di un impegno collettivo che sia capace di garantire ovunque, soprattutto nelle scuole, ambienti sicuri, accoglienti e rispettosi“. Lo si legge in una nota di Unilavoro Pmi Catanzaro.
“La nuova legge, approvata all’unanimità, che estende il perimetro d’azione della legge già in essere, introduce diverse misure di contrasto, ponendo un accento particolare sull’educazione e sulla sensibilizzazione. La scuola – prosegue la nota – diventa quindi luogo primario di prevenzione e contrasto, promuovendo, attraverso approcci educativi mirati, il rispetto della dignità personale, e l’inclusione. Tutto questo, attraverso la creazione di un clima sereno e sicuro. In quanto luogo di formazione, inclusione e accoglienza, la scuola pone dunque, tra i suoi obiettivi primari il raggiungimento del benessere di ciascun singolo studente. Compito specifico delle varie componenti scolastiche è quello di educare e di vigilare, in sinergia con le famiglie, in modo che ogni studente possa svolgere, con serenità, il proprio percorso scolastico, di crescita e di apprendimento. A tale scopo mette in atto azioni specifiche, e detta norme di comportamento per prevenire, arginare ed eliminare ciò che mina il benessere degli studenti. Obiettivo principale il Training dell’empatia, di cui parleremo in un nuovo articolo”- si sottolinea da Unilavoro Pmi.
“Ovviamente la scuola non è un tribunale, pertanto è necessario che agisca con discrezione e in modo lecito. Il suo compito è educativo e non giudiziario. Anche nel rispetto della Legge 71/2017, che promuove la tutela dei minori e interventi tempestivi, le decisioni devono essere proporzionate e fondate su elementi attendibili. Un intervento mal gestito può generare infatti nuove tensioni: liti tra presunti accusatori e accusati, divisioni nel gruppo della classe, etichettature che cristallizzano i ruoli. La riservatezza non è solo un obbligo giuridico, ma una forma di tutela educativa. Ogni studente ha diritto alla presunzione di correttezza fino a chiarimento dei fatti e, soprattutto, ha diritto a non essere esposto a giudizi sommari e percezioni soggettive. Tutto questo potrebbe generare stigmatizzazione e disagio. La cautela non è solo pedagogica, ma anche giuridica”– conclude Unilavoro Pmi Catanzaro.
















