(Adnkronos) – "Per quanto riguarda il settore orafo, il governo ha convocato un tavolo di crisi: dopo il primo incontro a giugno, il secondo si terrà il 16 settembre. Insieme alle associazioni di categoria e a tutti gli attori del comparto, vogliamo confrontarci per trovare soluzioni concrete. Le criticità sono note: la tenuta occupazionale, l'accesso al credito e la promozione dell'export, ed è su questo che lavoreremo”. Così Mara Bizzotto, sottosegretaria di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla giornata d’apertura di Vicenzaoro September 2026, il salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria targato IEG – Italian Exhibition Group, in corso fino all’8 settembre nel quartiere fieristico di Vicenza. “Il governo sta già intervenendo in modo significativo per la filiera della moda, di cui il settore orafo fa parte a pieno titolo – aggiunge – Lo scorso 6 agosto è stato approvato il Decreto Moda che stanzia 100 milioni di euro per chi desidera investire. E tra gli orafi la voglia di investire c'è, nonostante il contesto geopolitico ed economico non sia dei migliori”. Bizzotto ha anche affrontato il tema del costo delle materie prime "che quando si parla di oro incide in maniera evidente", e del costo dell'energia. "Su quest'ultimo punto – afferma – il governo Meloni, e io stessa al Ministero, stiamo lavorando per fare ancora di più, chiedendo all'Europa di darsi una svegliata. Se vogliamo mantenere in vita e rafforzare il settore manifatturiero italiano dobbiamo ridurre il costo dell'energia a ogni costo, anche grazie al supporto di un'Europa che deve, per una volta, fare gli interessi dei produttori e degli imprenditori italiani”. “Bisogna lavorare con ancora più determinazione per raggiungere quella pace che in molti auspicano, perché solo così si potranno risolvere tutte le altre criticità – osserva – Mi auguro che a livello globale si lavori seriamente in questa direzione, non c'è più tempo da perdere. Gli imprenditori ed espositori presenti qui, arrivati da ogni parte del mondo, chiedono esattamente questo. Credo che il mondo dell'impresa, unito alla diplomazia e alla politica, possa fare molto per raggiungere l'obiettivo della pace, restituendo serenità anche all'economia italiana ed europea”.
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