giovedì, 9 Dicembre, 2021
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Billari (Dp): “Regione paghi subito indennità tirocinanti uffici giudiziari”

“La Regione Calabria provveda a pagare immediatamente le indennità di frequenza mensile ai tirocinanti negli uffici giudiziari della Calabria. È inconcepibile che dei cavilli amministrativi tra la Regione e l’ente strumentale Azienda Calabria Lavoro, privino in maniera arbitraria chi ha svolto correttamente il proprio compito di quanto onestamente guadagnato”. E’ quanto denuncia Antonio Billari capogruppo regionale dei  Democratici Progressisti, in una nota.

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“I pagamenti delle indennità  – aggiunge – sono sospesi dal mese di marzo e sono tantissime le famiglie che stanno affrontando enormi disagi a causa di questa sospensione. L’azienda Calabria Lavoro non procede ai pagamenti sostenendo che vi sia stato un superamento del monte ore previsto dalla convenzione. La tesi dell’ente è discutibile in quanto la manifestazione di interesse a cui i lavoratori hanno aderito non faceva riferimento ad alcun monte orario ma in ogni caso davvero qualcuno ritiene che possa essere corretto, non pagare le indennità di frequenza che ammonta a 500 euro, a dei lavoratori in difficoltà che hanno osservato senza muovere obiezioni le regole e gli orari previsti dagli accordi?”.

“Veramente in un contesto di crisi drammatica – prosegue Bilari – come quello in cui siamo precipitati con la diffusione del Covid 19, e a maggior ragione in Calabria dove da decenni il tessuto sociale è logorato da altissime percentuali di disoccupazione si può pensare che la Regione venga meno ai propri impegni e abbandoni numerose famiglie in difficoltà? Inoltre c’è da aggiungere che i tirocinanti, provenienti dai bacini dei percettori in deroga, hanno svolto all’interno degli uffici giudiziari mansioni impegnative, nonostante dovessero effettuare un tirocinio che consentisse loro di ottenere un sostegno al reddito. Una vicenda del genere non può rimanere sotto traccia e non è possibile ignorare la sofferenza di mille persone a cui inspiegabilmente non viene riconosciuto il frutto del proprio lavoro”.

“Il dipartimento regionale al Lavoro e l’assessore – conclude – mettano immediatamente fine a questa vicenda e procedano al pagamento di quanto dovuto”.

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