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domenica, 21 Aprile, 2024
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Biasi (Lega), il Mezzogiorno ha bisogno di politiche rivoluzionarie di sviluppo

Catanzaro – “Il Mezzogiorno ha bisogno di una rivoluzione positiva, di politiche di sviluppo finalmente adeguate e studiate per il Sud”. Lo afferma Roy Biasi, componente della segreteria nazionale della Lega e responsabile degli amministratori dell’Italia meridionale.
“Il Sud – prosegue Biasi – necessita innanzitutto di un’analisi della situazione che dimentichi le chiavi di lettura del secolo scorso. Tutto ciò che è accaduto all’inizio di questo terzo millennio, tra globalizzazione e tragedia economico-sociale della pandemia, ci impone di cambiare completamente visione e quindi approccio alle emergenze che siamo chiamati ad affrontare. Le politiche e i provvedimenti che hanno caratterizzato i decenni che ci siamo lasciati alle spalle, troppo spesso hanno partorito azioni inconsistenti, sperperi colossali di risorse finanziarie, nonché nuove sacche di emarginazione e degrado”.
“Dobbiamo cambiare marcia e la Lega di Matteo Salvini – sostiene ancora Biasi – ha tutti gli strumenti culturali, politici e d’esperienza per farlo. È per questa ragione che ho abbracciato la sfida della Lega, perché il Sud ha bisogno di un’inversione di rotta epocale, facendo leva sul pragmatismo tipico di un partito post-ideologico qual è quello guidato da Matteo Salvini”.
Biasi ha annunciato l’avvio di un lavoro di consultazione di tutti gli amministratori locali del Sud Italia, al fine di costruire una piattaforma programmatica completa “che – spiega – “porterò all’attenzione del partito a livello nazionale. Se il Sud non riparte l’Italia non riparte. Siamo il primo mercato per le produzioni dell’industria manifatturiera del Nord del Paese, e il nostro sviluppo sostenibile può contribuire a garantire quei punti di Pil che servono all’Italia per uscire dalla crisi e per saldare i debiti che stiamo continuando a contrarre. Non lo dico da tifoso del Sud, ma da amministratore locale coscienzioso: se si scatena l’enorme potenziale di cui il Mezzogiorno dispone ad ogni livello, dall’agricoltura all’artigianato, dal turismo alla cultura, dalla produzione di energia pulita alla massima valorizzazione delle immense risorse identitarie, tutta l’Italia potrà beneficiarne riprendendosi quel ruolo di guida dell’Europa che le spetta”.

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