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mercoledì, 24 Aprile, 2024
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Aziende ospedaliere, le “pagelle” di Agenas: male la Calabria, malissimo Cosenza e ‘Mater Domini’ Catanzaro

L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali del Ministero della Salute (AGENAS) ha presentato il Modello di valutazione multidimensionale della performance manageriale nelle Aziende Ospedaliere pubbliche. Per la prima volta l’Agenzia ha valutato, nell’ambito delle Aziende Ospedaliere, la capacità di conseguire obiettivi assistenziali – esiti delle cure e accessibilità ai servizi – coerentemente con le risorse disponibili siano esse di tipo finanziario, professionale e tecnologiche. Successivamente la valutazione interesserà anche le Aziende sanitarie territoriali. Il nuovo modello di valutazione. Per il momento gli analisti si sono concentrati sulle performance di 30 Aziende Ospedaliere Universitarie e 23 Aziende Ospedaliere, nel triennio 2019, 2020 e 2021, ma l’obiettivo futuro è passare al setaccio anche quelle territoriali. La metodologia. Le 53 Aziende sono state differenziate in base al numero di posti letto disponibili, ovvero maggiore/minore di 700 posti letto. Per la loro valutazione state individuate cinque aree di performance: l’accessibilità; la governance dei processi organizzativi; la sostenibilità economico-patrimoniale; il personale; gli investimenti.

Un alto livello di performance si registra esclusivamente al Nord (ospedali di Cuneo, Torino, Padova, Bologna…), così come un livello medio, tranne rare eccezioni come il Pugliese Ciacco di Catanzaro, il Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria, Ospedali Riuniti di Foggia, San Carlo di Potenza, Cardarelli di Napoli, Dei Colli di Napoli, Federico II di Napoli, Moscati di Avellino, Garibaldi di Catania, Policlinico di Catania, Papardo di Messina, Gaetano Martino di Messina, Giaccone di Palermo. Il livello più basso di performance è stato attribuito all’azienda sanitaria di Cosenza, Mater Domini di Catanzaro, Cannizzaro di Catania, Riuniti di Palermo, Benfratelli di Palermo, Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, San Pio di Benevento e San Giovanni di Dio di Salerno.
Tempi di attesa per gli interventi (tumori)
Nella top 10 entra l’Ospedale Riuniti di Foggia che affianca Senese, Padova, Pisa, Umberto I di Roma, Careggi di Firenze, Santa Croce di Cuneo, Integrata di Verona, Sant’Orsola di Bologna e Sant’Andrea di Roma. Tra i peggiori, invece, i due di Catanzaro (Mater Domini e Pugliese Ciaccio), il Cannizzaro di Catania, il Gaccione di Palermo e Ospedale Riuniti di Reggio Calabria.
Macchinari obsoleti
Brillano Cardarelli e dei Colli di Napoli, insieme al San Martino di Genova, agli Ospedali Riuniti di Foggia, il Sant’Orsola di Bologna, il Maggiore della Carità di Novara, il Santa Croce di Cuneo, il San Pio di Benevento, il Moscati di Avellino e il Sant’Andrea di Roma. Tra i peggiori il Mater Domini di Catanzaro, il Benfratelli e il Cervello di Palermo, il Cannizzaro di Catania e il Papardo di Messina.
Durata del ricovero
Spicca il Pugliese Ciaccio di Catanzaro,
insieme ai Riuniti Marche, Careggi di Firenze, Pisa, Maggiore della Carità di Novara, Santa Croce di Cuneo, Siena, Sant’Orsola di Bologna e Perugia. Tra i peggiori Papardo di Messina, Gaccione, Benfratelli e Cervello di Palermo, San Giovanni di Salerno e Cardarelli di Napoli.

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Per ogni area sono state individuate delle sub aree e indicatori ad hoc. Ad esempio per quanto riguarda l’accessibilità, gli analisti hanno preso in considerazione i tempi di attesa riferiti a protesi d’anca entro 180 giorni, tumore alla mammella, colon retto, polmone e prostata entro 30 giorni e il pronto soccorso, accessi con permanenza superiore a 8 ore e gli abbandoni del Ps. Per quanto riguarda la governance dei processi organizzativi sono stati valutati: l’appropriatezza (ricoveri ad altro rischio di inappropriatezza, Dh diagnostici su Dh medici, ecc); l’efficienza (interventi in sala operatoria, degenza media pre-operatoria, ecc.); l’attrattività (la mobilità attiva di alta complessità e quella degli interventi chirurgici).
L’area della sostenibilità economico finanziaria ha guardato, tra le varie sub-aree, alla sintesi di gestione delle Aziende, ai margini di ricavi dell’attività intramoenia, ai costi operativi, ecc.Per quanto riguarda il personale è stato considerato il numero di medici e infermieri per posto letto. Presa in considerazione anche l’obsolescenza dei macchinari e delle attrezzature, quindi la capacità della Aziende di rinnovare le dotazioni.

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