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martedì, 23 Luglio, 2024
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NOMI-Appalti: inchiesta su Massoneria, perquisizioni nel Cosentino

Paola – La Procura della Repubblica di Paola (Cosenza) ha disposto perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta “Appalti e Massoneria” che interessa l’area del Tirreno cosentino.
L’indagine punta ad accertare l’esistenza di un sistema che avrebbe pilotato gli appalti pubblici grazie ai rapporti massonici esistenti tra le persone coinvolte.
La Procura, guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni, ha delegato l’Arma dei Carabinieri per effettuare gli accertamenti nell’ambito del fascicolo aperto nello scorso mese di gennaio che vede, tra gli altri, il coinvolgimento di amministratori locali e imprenditori.
Ci sono due assessori del Comune di Belvedere Marittimo (Cs), Luigi Cristofaro e Marco Liporace, fra i destinatari delle nuove perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Paola. L’indagine è coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni, con i sostituti Francesca Cerchiara e Antonio Lepre, ed è condotta dai carabinieri della Compagnia di Scalea. I militari dell’Arma hanno perquisito abitazioni, auto e uffici alla ricerca di materiale utile all’inchiesta che riguarda diciotto persone. Sotto sequestro, attuato nei confronti di undici persone, sono finiti soprattutto telefoni cellulari, ritenuti fondamentali per evidenziare le comunicazioni all’interno del gruppo.
Le perquisizioni hanno riguardato: Maria Grazia Melega, 30 anni, di Santa Domenica Talao; Francesco Esposito, 37 anni di Tortora; Vincenzo Cristofaro, 41 anni, di Belvedere Marittimo; Silvano Cairo, 53 anni, di Belvedere Marittimo; Giuseppe Marsico, 59 anni di Scalea; Marco Liporace, 43 anni di Belvedere Marittimo; Maria Petrone, 74 anni di Scalea; Donato Vincenzo Rosa, 58 anni di Scalea; Raffaele Grosso Ciponte, 56 anni, di Belvedere Marittimo; Giuseppe Caroprese, 56 anni, di Belvedere Marittimo; Gianfranco Amodeo, 59 anni di Belvedere Marittimo.
Tra le contestazioni ci sono quelle di associazione per delinquere, corruzione, turbata l’ibertà degli incanti, violazione della Legge Anselmi. L’inchiesta, dunque, avrebbe evidenziato il ruolo di primo piano di Luigi Cristofaro, con un’associazione che avrebbe costituito un vero e proprio “cartello” capace di determinare l’aggiudicazione degli appalti.

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