mercoledì, 25 Maggio, 2022
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Anno giudiziario, Talerico a Bonafede: in relazione ministro ‘il solito populismo giudiziario’

Lamzia Terme – “In quest’ultimo anno la giustizia ha subito l’ennesimo rallentamento e introitato ulteriori ritardi a causa del Covid, nonostante ciò dai dati ministeriali il Distretto di Catanzaro è risultato essere tra i più produttivi d’Italia, grazie anche al sacrificio e disponibilità di tutte le componenti coinvolte, avvocatura, magistratura e impiegati amministrativi”. A dirlo il rappresentante dell’avvocatura Antonello Talerico nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario di Catanzaro.
“Ad ogni modo – ha aggiunto – l’anno scorso avevamo invocato, senza alcun riscontro, la presenza del Ministro della Giustizia, in un momento storicamente drammatico, per l’arresto del Presidente della Corte di Assise di Appello (condannato, poi, ad una pena esigua rispetto ai fatti addebitati) e, per via di altri arresti eccellenti, che avevano comunque scosso l’intero ambiente giudiziario calabrese. Oggi prendiamo atto della partecipazione del ministro di un Governo dimissionario, lo stesso Ministro che in occasione della consegna dell’odierna aula bunker ha omesso financo di invitare le rappresentanze dell’Avvocatura, cioè una componente essenziale del processo, dimenticando probabilmente, nonostante il suo precedente status di coiscritto all’albo, che esistono gli ordini del distretto”. Talerico si è poi riferito alla relazione del Ministro sull’amministrazione della Giustizia “che non abbiamo avuto la possibilità di ascoltare nelle sedi istituzionali per le ben note vicende politiche”.
“In questa relazione – ha aggiunto – non ho letto quella Giustizia che ogni cittadino avrebbe diritto di pretendere per la tutela effettiva dei diritti, per la ragionevole durata del processo, per equità sociale, per la certezza del diritto, per la riduzione dei costi che limitano sempre più il diritto di difesa e l’accesso stesso alla Giustizia. Ed invece, abbiamo registrato l’ennesima matrice che esalta il solito populismo giudiziario, che negli ultimi anni ha prodotto nuove ipotesi di reato inutili, proposte di riforma solo sugli effetti (ex multis, ricordiamo la riforma sulla prescrizione che avrebbe aumentato la durata dei processi senza alcun beneficio per il cittadino) e non sulle cause (insufficienza di risorse organiche e finanziarie) della inefficienza ed inefficacia della Giustizia e, con l’adozione di provvedimenti disorganici sintomatici spesso di una totale ignoranza dei più elementari principi di diritto sostanziale e processuale. Purtroppo, sotto altro aspetto siamo giunti ad un processo dove l’avvocato viene a volte considerato piuttosto un peso per la macchina giudiziaria, per cui vengono creati nuovi termini decadenziali o perentori o reso più complicato l’adempimento di una attività processuale o procedurale e, costretto spesso ad attendere tempi biblici per avere risposte anche rispetto alle più elementari verifiche connesse al diritto di difesa”.

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