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venerdì, 6 Marzo, 2026
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Acquedotto Abatemarco, attivato il nuovo by-pass: garantirà maggiore continuità e sicurezza

Si è svolto oggi il secondo e definitivo fermo programmato dello schema idrico Abatemarco, disposto dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, finalizzato alla messa in esercizio del nuovo sistema di by-pass. L’operazione, caratterizzata da elevata complessità tecnica, è stata completata in soli due step e non tre come inizialmente previsto. L’intervento si è concluso regolarmente nella stessa giornata e il by-pass risulta attualmente pienamente operativo, con il progressivo ripristino dell’erogazione idrica nei Comuni serviti. Alle attività hanno preso parte l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, il dirigente generale del dipartimento Ambiente, Salvatore Siviglia, e il direttore di Sorical Giovanni Marati. L’intervento è stato realizzato nell’ambito del progetto di ingegnerizzazione dei Comuni serviti dall’acquedotto Abatemarco. I lavori hanno riguardato il ripristino e la piena funzionalità di due by-pass strategici situati nelle località di San Lauro, nel territorio di San Marco Argentano, e San Sosti, attraverso la sostituzione di nove grandi saracinesche con diametri fino a 700 millimetri.

Grazie alla messa in esercizio definitiva del by-pass – informano dalla Cittadella – sarà possibile garantire in futuro oltre il 50% dell’erogazione idrica anche in caso di guasti o interventi di manutenzione su una delle due condotte principali, riducendo in modo significativo i disagi per i Comuni serviti. Dal punto di vista tecnico, l’intervento ha comportato la sostituzione di nove grandi saracinesche DN700, costruite su misura in officina, elementi fondamentali per la regolazione e la gestione dei flussi idrici lungo le condotte principali. All’iniziativa hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni interessati“.

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Con la piena attivazione del by-pass dell’acquedotto Abatemarco – ha dichiarato l’assessore Montuoro – si conclude un intervento di elevata rilevanza tecnica e strategica, fondamentale per migliorare la sicurezza, la resilienza e l’efficienza del sistema idrico provinciale. Pur avendo comportato una temporanea interruzione del servizio durante le fasi operative, l’opera costituisce oggi un’infrastruttura pienamente funzionale, in grado di garantire maggiore continuità, sicurezza e affidabilità nell’approvvigionamento idrico per i Comuni della provincia di Cosenza. L’intervento – ha aggiunto l’esponente della Giunta Occhiuto – si inserisce in un più ampio percorso di modernizzazione e potenziamento delle reti idriche regionali, orientato alla prevenzione delle criticità e al miglioramento strutturale del servizio. L’opera ha un valore di oltre 1 milione di euro e rientra in un macro-intervento più ampio, pari a oltre 8 milioni di euro, attualmente in fase di realizzazione sull’intero schema dell’Abatemarco. Ricordo che l’acquedotto Abatemarco serve 26 Comuni della provincia di Cosenza, mentre l’intero schema Abatemarco – il più grande della Calabria – interessa complessivamente oltre 46 Comuni del territorio provinciale. Pertanto, l’Abatemarco è oggi al centro di un importante piano di investimenti: questo intervento rappresenta solo il primo passo. Abbiamo inoltre richiesto finanziamenti significativi per realizzare ulteriori opere strategiche”.

Nel dettaglio tecnico degli interventi è intervenuto il direttore di Sorical Giovanni Marati, illustrando gli sviluppi progettuali previsti per il sistema Abatemarco. “Tra questi – ha spiegato – figurano una variante di tracciato a partire dalle vasche della Mula con la realizzazione di una galleria di circa 1,5 chilometri e la messa in esercizio del cosiddetto “Sistema tampone” della Galleria Mula, che consentirebbe di realizzare una riserva idrica naturale potenziale tra 1 e 2 milioni di metri cubi. Il sistema, ricavato isolando un tratto di galleria con due tamponi idraulici, funzionerebbe come un grande serbatoio di sicurezza, stabilizzando l’adduzione durante eventuali interruzioni del sollevamento Nascejume e consentendo di recuperare volumi d’acqua oggi dispersi per sfioro”.

Il piano prevede inoltre un nuovo assetto idraulico con circa 50 chilometri di nuove adduttrici, dallo svincolo di San Donato di Ninea fino alla Valle del Crati, oltre a un rifacimento quasi totale delle parti più critiche dell’acquedotto Abatemarco con un tracciato più a valle e più sicuro. Tra gli interventi previsti anche la realizzazione di un serbatoio di linea da 30 mila metri cubi a Cervicati per la gestione delle emergenze e per limitare le alte pressioni in rete, e il completamento dell’adduttrice Capodacqua che, con pochi metri ancora da realizzare anche tramite microtunneling, consentirebbe alla città di Cosenza di disporre di due adduttrici indipendenti da nord, riducendo il rischio di blackout idrico totale.

Il dirigente Siviglia si è soffermato sui finanziamenti richiesti dalla Regione Calabria per superare le criticità idriche e infrastrutturali del sistema Abatemarco-Bufalo-Sila Greca, che serve 46 comuni della provincia di Cosenza per un bacino di circa 270 mila abitanti. Le principali criticità riguardano il dissesto idrogeologico, la carenza idrica estiva dovuta ai prelievi irrigui che riducono la portata dell’acquedotto Sila Greca, la crescente siccità e la mancanza di fonti idriche integrative stabili. “Tra le priorità individuate dalla Regione – ha specificato Siviglia – figurano gli interventi sull’acquedotto Bufalo, con una nuova derivazione dall’invaso Arvo, la riattivazione del potabilizzatore di Piano Lago e la realizzazione di una nuova adduttrice; sull’acquedotto Sila Greca, con nuove derivazioni dagli invasi Ariamacina e Vaccarizzo, il rifacimento delle opere di adduzione, il potenziamento dei pozzi del Mucone e nuove adduttrici per Bisignano; e sull’acquedotto Abatemarco, con una variante in galleria di 1,55 chilometri nei tratti soggetti a dissesto idrogeologico, la sostituzione delle adduttrici più critiche e nuovi collegamenti tra serbatoi per incrementare le riserve idriche”.

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