venerdì, 2 Dicembre, 2022
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Accusati di avere picchiato e rapinato un loro coetaneo, quattro ragazzi finiscono ai domiciliari a Catanzaro

Il Giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Paola Ciriaco, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Carlo Gallina, 22 anni, di Catanzaro; Simone Mumoli, 22 anni, di Catanzaro; Tommaso Rosati, 28 anni, di Catanzaro e Giuseppe Cardamone, 21 anni, di Catanzaro. I quattro – secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore di Catanzaro Francesca Delcogliano – con la partecipazione di un minore, sono accusati di avere rapinato, a maggio scorso, un ragazzo dopo averlo attirato in trappola con la scusa di prendere un caffè insieme.

Dopo averlo fatto salire su una Fiat 500 ed essersi recati in via Padula, Gallina Mumoli e Rosati lo avrebbero colpito con calci e pugni tanto da cagionargli delle lesioni. Allo stesso tempo Rosati, brandendo un coltello, lo avrebbe minacciato di tagliargli un orecchio mentre gli strappava una catenina dal collo e infine Gallina gli avrebbe sottratto il portafogli che conteneva 3,50 euro. La vittima è stata costretto a mettersi in ginocchio, offeso ripetutamente e ripreso con un telefono cellulare mentre era costretto a ripetere la frase “sono un ricchione”

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Cardamone e il minore, pur essendo presenti non avrebbero partecipato all’aggressione limitandosi a rimanere vicini all’auto. Le immagini degli impianti di video sorveglianza hanno rilevato come la Fiat 500 fosse stata controllata poco prima del fatto dai carabinieri con a bordo Cardamone, Mumoli, Rosati e il minore. Inoltre le dichiarazioni della vittima, che ha denunciato il fatto, sono state riscontrate dai messaggi Instagram tra Gallina e la vittima stessa e dalle immagini video di un bar dalle quali si evincono gli spostamenti delle auto coinvolte.

Il gip ha riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza e ha disposto i domiciliari anche per Cardamone ritenendo che “abbia partecipato consapevolmente all’azione delittuosa in tutte le sue fasi”. Il gip ha deciso per la misura cautelare dei domiciliari ravvisando il pericolo di reiterazione del reato.

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