A Catanzaro dal 16 al 19 settembre “Cuore Cantastorie”. Ricordando Franco Costabile

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C’è qualcosa di lametino nel primo Festival Nazionale “Cuore Cantastorie” che si terrà a Catanzaro dal 16 al 19 settembre pensato e diretto dalla cantastorie calabrese Francesca Prestia.
Qualcosa che sta proprio nel titolo dell’evento con il richiamo, nemmeno troppo velato, a Franco Costabile, il poeta sambiasino che l’artista catanzarese conosce bene come dimostra, ad esempio, il testo della sua ballata a Giuditta Levato che paragona ad una rosa nel bicchiere.
Nei versi finali di Noi dobbiamo deciderci, nelle poche battute di quella sorprendente e sempre attualissima lirica, c’è l’essenza delle segrete e profonde strutture antropologiche meridionali, il bene e il male, l’eterna indeterminatezza di una rivelazione consapevole che mai si produce.
Vale la pena rileggere quei versi:

Ecco,
io e te, meridione,
dobbiamo parlarci una volta,
ragionare davvero con calma,
da soli,
senza raccontarci fantasie sulle nostre contrade,
noi dobbiamo deciderci
con questo cuore troppo cantastorie.

Ed è proprio da quel cuore cantastorie, a cui Ungaretti dedicò l’epitaffio che si trova inciso sulla lapide nel cimitero di Sambiase, che nasce il titolo del Festival.
Titolo che non poteva essere più bello ed appropriato perché è indubbio che Costabile lo interpreta in maniera ambivalente: da un lato come un po’ raccontaballe, vendifumo, ciarlone; dall’altro come elemento di ripartenza, di verità, perché in mezzo c’è sempre la storia, e gli storici, se pure cantori, assolvono il compito fondamentale di ricordare ai loro concittadini ciò che questi desiderano dimenticare. Un compito impegnativo e crudele. E da questo punto di vista il primo cantastorie è proprio lui, il poeta, Costabile, con il suo invito a decidersi.
Il cantastorie diventa allora colui che impedisce le rimozioni, le dimenticanze volute, l’oblìo sui piccoli e grandi fatti che la canzone, con il suo più semplice esercizio mnemonico, facilita.
E come se dicesse: “Aspetta, quand’è che abbiamo cominciato a perderci? Adesso te lo racconto cantando …”
Bello e ricco il programma del festival, visibile sul sito dell’evento, con mostre, workshop, convegno e concerti con l’obiettivo di riannodare i fili di una storia comune attraverso l’arte di raccontare. Quella cosa che l’uomo ha sempre avuto il bisogno di fare a partire dai primi graffiti nelle caverne, quella cosa che per gli antichi possedeva il dono della fascinazione, che dava gioia e che poteva condurre sugli occhi di chi ascoltava il sonno, inviato da Ermes.
Quella cosa che oggi abbiamo smarrito con un linguaggio rattrappito legato alla velocità degli scambi di battute in cui non c’è spazio per la pazienza della narrazione, del racconto.
Ci sarà dunque un Cuore Cantastorie a Catanzaro. Ricordando un po’ Costabile.