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Gli allarmi bomba negli aeroporti europei fanno salire il termometro della tensione, già alto dopo i cyberattacchi ai frigoriferi di alcuni supermercati – anche in Italia – e alla banca del sangue in Francia. “Allarmi sugli aerei e attacchi informatici sono fenomeni diversi, ma toccano il punto comune della fiducia che servizi, spazi e abitudini quotidiane siano affidabili. Sul piano psicologico, la paura non è in sé un problema: è una reazione normale e proporzionata quando percepiamo un rischio reale. Diventa faticosa quando l’allerta è continua, l’incertezza si prolunga e le persone non capiscono che cosa stia accadendo né a chi affidarsi. Nelle persone più vulnerabili questo può aggravare un disagio già presente, ma non porta automaticamente a un’ansia cronica o alla paura costante di un attentato. Il segnale a cui prestare attenzione è quando l’ansia si stacca dai fatti e si alimenta da sola, fino a cambiare la vita quotidiana. Si rinuncia a viaggiare, si evitano luoghi, si dorme male. In quel caso è utile rivolgersi a una psicologa o a uno psicologo”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Valentina Di Mattei, presidente Ordine psicologi Lombardia e professoressa ordinaria università Vita-Salute San Raffaele.
“Per contenere le risposte di ansia e stress aiutano alcune indicazioni: informarsi da fonti ufficiali, limitare l’esposizione continua alle notizie e ai social, mantenere le proprie abitudini e parlarne con le persone di cui ci fidiamo”, suggerisce Di Mattei. La Commissione europea ha presentato nuove raccomandazioni volte a consentire ai cittadini di essere autosufficienti durante le prime 72 ore di un’emergenza. Le misure includono l’utilizzo di ‘kit di emergenza’ (zaini pronti all’uso) contenenti beni di prima necessità. “Le indicazioni europee sulla preparazione alle emergenze – osserva l’esperta – hanno un valore psicologico: prepararsi a rischi diversi, dai disastri naturali ai blackout, non equivale a prevedere una guerra imminente. La psicologia parla di fiducia epistemica, cioè la disponibilità a riconoscere qualcuno come fonte affidabile di informazione. È su questa fiducia che si gioca la tenuta psicologica di una comunità nei momenti di tensione. Per questo la responsabilità delle istituzioni è dare informazioni credibili, distinguere i rischi e indicare misure proporzionate”.
Come affrontare l’allarme bombe sugli aerei con i figli? “Occorre ascoltare le domande senza anticiparle, rispondere in modo sincero e adatto all’età, senza dettagli che spaventino – risponde la psicologa – I bambini leggono la paura negli adulti prima che nelle notizie. Per loro la sicurezza è un bisogno centrale dello sviluppo: dipendono dagli adulti, e sentirsi al sicuro è la base per una crescita serena. Vedere genitori calmi, in grado di dare una spiegazione alla loro portata e di rassicurarli che adulti e istituzioni si occupano della loro sicurezza, è un fattore protettivo per il loro sviluppo”.
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